Fai ricorso dalla quarantena. E il giudice ti fa uscire per le sigarette…

martedì 24 marzo 6:00 - di Francesco Storace

Vuoi uscire di casa, anche se in quarantena, la chiave c’è ed è un bel ricorso… E così scopriamo pure la giustizia al tempo del coronavirus. Quella che se ne frega delle privazioni di tutti. Che scardina le norme. Abbatte le restrizioni. La sigaretta che non si nega al condannato a morte, figurati se al recluso da quarantena.

Succede al Tar della Campania ed è il ministro Bonafede che deve spiegare alla pubblica opinione se è normale che con decine di milioni di italiani chiusi dentro casa sia sufficiente un ricorso al TAR per uscire senza problemi nonostante gli obblighi sanitari.

Ricorso dalla quarantena

Fa l’avvocato il tizio in questione, ed è indubbiamente bravo. Non facciamo nomi per non beccarci qualche querela temeraria, ma fa strabuzzare gli occhi quanto abbiamo letto su Caserta report, il sito che ha lanciato la notizia con ogni dettaglio.

Commenti

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  • Menono Incariola 26 marzo 2020

    “Lo conosco, lo conosco, disse Lorenzo Tramaglino, che significa questa testa di moro incatenata: COMANDA CHI PUO’ ED OBBEDISCE CHI VUOLE!” (A. Manzoni, I Promessi Sposi)

  • giovanni vuolo 25 marzo 2020

    Ormai la magistratura è fuori controllo. Decidono i togati ciò che è lecito o meno. La Norma? È solo un irrilevante accessorio. Ormai, essere giudice, è la chiave terrena dell’onnipotenza. Dunque si potrà fare a meno dei politici, ma anche dei medici, degli ingegneri, degli scienziati. In un domani non lontano e facilmente prevedibile, i giudici si attrezzeranno anche con sale operatorie e laboratori, così potranno esercitare direttamente la nobile arte di Esculapio sui pazienti, o progettare palazzi e ponti, o spingere l’umanità verso territori scientifici inesplorati. Siamo all’alba di una nuova era.

  • playblack 25 marzo 2020

    il report del ISS del 23-03,parla chiaro, l’88% dei deceduti ha almeno 1 o piu’ patologie pregresse.l’universita’ JH quella che fornisce i dati anche alla nostra PC e’ la stessa che ha gestito la simulazione avvenuta nel settembre 2019.e tu fai un articolo su un pacchetto di sigarette?dove cazzo stavi il 31-01 quando sulla GU veniva promulgato uno stato d’emergenza che vedeva Mattarella organizzare concerti per la cina,o le frontiere aperte,o Zingaretti che se la rideva?dove cazzo stavate che razza di informazione e’ questa sul tabacco.c’e’ uno stato militarizzato dai poltronari,che non vi ha toccato ancora,ma i privilegi tuoi e dei tuoi compagni di partito potrebbero finire all’improvviso,altro che TAR.superficiali ed incompetenti siete come la maggioranza che vi governa,sono schifato.avete perso un occasione per tirare fuori le palle.

  • Cesare MARINUCCI 24 marzo 2020

    Non sono un Magistrato ne una persona qualificata a dare una risposta sull’accaduto ma certamente una persona capace a dare un giudizio che porta ad esprimersi in modo negativo ed indignato. Io dico se una persona spara ad altre persone ferendole è condannato da un Tribunale ? Perché una persona con restrizioni particolari e possibile fonte di infezione da Corona Virus non rispettando nessun accorgimento esce di casa potendo in questo modo arrecare danno infettivo ad altre persone, non viene considerato come uno che spara con un arma e ferisce più o meno in modo grave altre persone innocenti ??
    Che dite non Vi sembra la stessa cosa, con l’aggravio però che una pallottola ferisce il singolo individuo colpito e si ferma lì mentre il propagare di un’infezione si spande rapidamente come ben sappiamo per cui dovrebbe certamente essere considerato un crimine maggiore.

  • Cesare Zaccaria 24 marzo 2020

    Il consiglio “IO STO A CASA” è privo di giustificazione. Se anziché stare rintanato a casa esco, cammino a piedi in una città deserta e sto attento a mantenere la distanza sociale di un metro o più secondo le ultime notizie di esperti indecisi, na giova la mia salute, strare bene in salute è la migliore prevenzione contro batteri e virus.
    Capisco che gli italiani per esorcizzare le paure abbiano bisogno di avere un nemico sul quale sfogarsi , un capro espiatorio.
    Alcuni obiettano: se gli abitanti di una città ad esempio i romani escono tutti contemporaneamente? Quindi se e quando l’emergenza cesserà rischiamo di vedere Roma paralizzata dalla presenza contemporanea di oltre tre milioni di persone oltre a qualche milione di pendolari e turisti .

  • Francesco Ciccarelli 24 marzo 2020

    Ridicolo!

  • Silvia Toresi 24 marzo 2020

    Ma che magistratura abbiamo?

  • Giuseppe Costantini 24 marzo 2020

    Sinceramente, di fronte ad una situazione così precaria e, soprattutto, decisamente pericolosa, permettersi il lusso di andare a prendere un caffè, dimostra il menefreghismo dell’individuo oltre che l’incoscienza.
    Grazie sapere se gli organi preposti alla sicurezza della situazione contingente gli abbiano detto qualche parolina ed abbiano preso dei provvedimenti.

  • MarioSalvatore MANCADIVILLAHERMOSA 24 marzo 2020

    L’Italia è veramente un paese contradditorio. “La legge è uguale per tutti” leggiamo nelle aule dei tribunali. Ma “qualcuno” è più “uguale” degli altri (sic!). Il fumo uccide, si legge su tutti i pacchetti di sigarette. Quanta gente se ne infischia e continua a fumare imperterrita, finché magari verrà colpita da un colpo apoplettico o da un cancro (nel loro caso utinam!)
    Il caso di Casal di Principe (o dovunque altro) è sintomatico: è la vera e propria cartina tornasole di quello che il nostro governo ci sta facendo: un’autentica presa per i fondelli e prima che sia troppo tardi occorre rovesciare di botto baracca e burattini e ripristinare l’ordine pubblico.
    Presidente Mattarella, se ci siete, battete un colpo!

  • federico 24 marzo 2020

    Caro Storace, il virus si combatte con la tecnologia, non con i divieti: non siamo più nel Medioevo. I cosiddetti scienziati brancolano nel buio, qualcuno ora ammette gli incredibili errori iniziali, ma tuttora gli equipaggiamenti dei medici sono da quarto mondo. Negli ospedali ci si infetta. Mentre è vietato respirare aria buona in riva al mare, in campagna, nei boschi e in montagna.

  • Maurizio Giannotti 24 marzo 2020

    Ormai è risaputo: la Giustizia in Italia è amministrata da soggetti che nemmeno nel Botswana potrebbero accedere in una aula giudiziaria. Per non parlare poi dei cosiddetti “operatori” di detta giustizia. Un tempo fare l’avvocato significava svolgere una professione con solidi fondamenti etici. Oggi, grazie alle riforme intelligenti dei Bersani e Compari, qualunque venditore di ciabatte può spacciarsi per tale. E per di più trova pure rispondenza in personaggi indegni di essere definiti Magistrati.

  • rosanna castellano 24 marzo 2020

    La magistratura in Italia e’ sempre stata un problema ,questi andrebbero lasciati per un giorno nel reparto di terapia intensiva senza protezioni.VERGOGNA,spero che il governatore De Luca denunci apertamente il fatto.

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