Erdogan scatena la guerra e se protestiamo ci manda i clandestini. E la Ue zitta…

martedì 3 marzo 13:35 - di Antonio Pannullo
erdogan esercito

Erdogan invade la Siria e fa invadere la Grecia dai clandestini. La Siria di Bashar al-Assad chiede alla comunità internazionale di “condannare l’aggressione turca” e accusa la Turchia di Recep Tayyip Erdogan di “investire sulle sofferenze dei siriani per ricattare i Paesi europei”. Secondo una fonte del ministero degli Esteri di Damasco,  l'”aggressione turca” costituisce una “palese violazione del diritto internazionale” e la comunità internazionale deve intervenire per “porre fine alle azioni del regime di Erdogan, che si concretizzano nel sostegno al terrorismo e nel rischio della sua diffusione nella regione e nel mondo”.

Erdogan “investe” sulla sofferenza siriana

La fonte parla del “trasferimento di terroristi in Libia” e poi accusa la Turchia di “investire sulle sofferenze dei siriani per ricattare i Paesi europei consentendo a ondate di sfollati di dirigersi verso l’Europa”. Si tratta, conclude la fonte, “di una seria minaccia per la sicurezza, la pace e la stabilità” nel mondo. La Siria insomma “condanna con forza e respinge categoricamente la brutale aggressione della Turchia” alla sua “sovranità e integrità territoriale”. E’ quanto afferma una fonte del ministero degli Esteri di Damasco. La Siria critica il “comportamento ostile del regime di Erdogan” e il “suo sostegno senza limiti alle organizzazioni terroristiche”, accusate per l’uccisione dei siriani e la distruzione del Paese arabo.

LaTurchia ha mire imperaliste

La Turchia viene accusata di “ambizioni espansionistiche”, di “mancanza di credibilità” e “violazione” degli impegni assunti ad Astana e a Sochi. Damasco denuncia “l’immaginazione malata di Erdogan nel voler resuscitare l’impero defunto” e “sfuggire alle crisi interne provocate dalle politiche sbagliate” dello stesso leader turco. Per Assad, “il regime di Erdogan non può essere uno dei garanti del processo di Astana” per riportare la pace in Siria.

L’Onu censura il silenzio della Ue

E ilsilenzio dellaUe stigmatizzato anche dall’Onu. Le autorità dei Paesi europei non devono aumentare le sofferenze dei migranti che si stanno dirigendo verso la Ue dalla Turchia. Questo l’appello dell’Unhcr, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, invitando i Paesi europei a ”evitare un uso eccessivo o sproporzionato della forza”. Un messaggio particolare è stato poi rivolto alla Grecia, affermando che il fatto che Atene stia andando nella direzione di sospendere l’accoglienza delle richieste di asilo va contro il diritto Onu e Ue. L’Unhcr chiede quindi che ”la Grecia e altri Stati che si trovano al confine della Ue non vengano lasciati soli” e che tutti i Paesi aumentino gli sforzi per aiutare milioni di sfollati in Turchia e nella Siria nordoccidentale.

Calderoli: Erdogan è un pericolo per noi

“La Turchia ci sta minacciando e l’Europa balbetta. I toni della Von der Leyen e del Governo tedesco che parlano di dialogo con Ankara sono ridicoli. La Turchia oggi è un grave pericolo per l’Europa”. Lo dichiara il senatore Roberto Calderoli, vice presidente del Senato. “La Turchia – sottolinea il leghista – sta portando avanti una pericolosa azione militare in Siria e in Libia per avere il controllo del Mediterraneo. La Turchia dice chiaramente di volersi prendere le acque territoriali di Cipro. Sta spingendo 120mila immigrati siriani e iracheni alle nostre frontiere”. “E davanti a tutto questo l’Europa parla di dialogo? Attenti, stiamo rischiando grosso, sembriamo quegli staterelli europei che ancora nel 1938 invitavano a dialogare con Hitler e un anno dopo sono stati invasi dalle armate tedesche…”, conclude Calderoli.

Commenti

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  • Dotbenito 3 marzo 2020

    Vorrei solo capire se questo BASTARDO dichiara la guerra perché non possiamo rispondere ?

  • fazio 3 marzo 2020

    L’Unione Europea sono dei conigli, bisogna fare due cose primo mandare militari ad aiutare la Grecia a fermare il flusso di migrante e secondo mettere delle sanzioni, come ha fatto l’America con la Cina, così da destabilizzare l’economia turca altro che andare a trattare.

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