Mar 26 2020

Annalisa Terranova @ 13:12

Draghi parla da capo del governissimo. Salvini applaude, i dubbi di Fratelli d’Italia

L’ex presidente della Bce Mario Draghi scrive sul Financial Times un articolo titolato «Stiamo affrontando una guerra contro il coronavirus e dobbiamo mobilitarci di conseguenza». La sua ricetta è esplicita: il debito pubblico è l’unica leva che i governi hanno per gestire le fasi di guerra.

Draghi: debito pubblico unica leva su cui agire

“Di fronte a circostanze non previste un cambio di mentalità è necessario in questa crisi come lo sarebbe in tempi di guerra. Lo shock che ci troviamo ad affrontare non è ciclico – scrive Draghi – La perdita di reddito non è colpa di chi la soffre. Il costo dell’esitazione potrebbe essere irreversibile. La memoria delle sofferenze degli europei negli anni 1920 sono un ammonimento”.
“Una profonda recessione è inevitabile” – afferma Draghi – l’importante è che non diventi la tomba dell’Europa: “è il compito specifico dello Stato – scrive Draghi – utilizzare le proprie risorse per proteggere i cittadini e l’economia dagli shock dei quali il settore privato non è responsabile, e che non può assorbire”.

Lo scenario europeo

Parole quanto mai attuali mentre il negoziato su un prestito europeo anti-crisi in questi giorni si è fermato davanti alle resistenze dei Paesi del fronte del Nord. Draghi mette i capi di Stato europei dinanzi alla visione di un’emergenza che ha bisogno di pensiero nuovo per essere affrontata, perché il congelamento di una parte consistente delle attività economiche, in un sistema fortemente intrecciato, come quello europeo, non può essere gestito se non in modo condiviso.

Draghi a capo di un governissimo?

L’intervento di Draghi è stato apprezzato da più parti: da Renzi a Salvini, (che dice  “grazie Draghi abbiamo bisogno del tuo aiuto”), dal Pd a Forza Italia. E certo le sue parole vanno a legarsi ai retroscena che vedono proprio Draghi come candidato probabile a capo di un governissimo appoggiato da tutte le forze politiche per gestire la delicatissima fase emergenziale. A questo scenario fa riferimento Fabio Rampelli (FdI) nel commentare l’intervento dell’ex capo della Bce.

I dubbi di Rampelli (FdI)

“Il circuito mediatico – dice Rampelli –  probabilmente sulla spinta di ambienti di varia provenienza, già da tempo caldeggia questa ipotesi che arriva di rimessa sul tavolo della politica, questo già a me non piace. Draghi è una persona di elevatissima professionalità, però Draghi deve trovare il suo spazio nel suo contesto se lo vorrà. Non è un mistero che il sistema del credito italiano abbia avuto dei modelli di gestione opinabili”.

“Draghi – continua Rampelli – ha presieduto la Banca d’Italia quindi non si può improvvisamente prendere persone e rappresentarle come se fossero quasi perfette. Bisogna essere oggettivi e capire se qualcosa non sia sfuggita anche a Draghi. Inoltre, se Draghi ha rappresentato il mondo del credito, le banche e i banchieri, può rappresentare la loro controparte cioè i popoli? Ho paura dell’effetto Monti che da presidente del Consiglio è stato un disastro oggettivo”.