Detenuti in rivolta: vogliono l’indulto. Evasioni a Palermo e Foggia: sei morti (video)

lunedì 9 marzo 12:35 - di Milena Desanctis
carcere

Sei morti. La situazione è esplosiva: l’onda lunga del coronavirus arriva nelle carceri italiane e si trasforma in protesta. I detenuti sono in rivolta contro il decreto del presidente del Consiglio che limita a causa dell’epidemia di coronavirus le visite dei parenti.

Coronavirus, le protesta carcere di Foggia

Dopo le proteste di Salerno, Napoli, Modena, Frosinone e Pavia scoppia la rivolta anche nel carcere di Foggia (Guarda il video di Adnkronos). Alcuni detenuti sono riusciti ad evadere  ma sono stati bloccati poco dopo all’esterno dell’istituto penitenziario dalle forze dell’ordine. A quanto si apprende i detenuti hanno divelto un cancello della “block house”, la zona che li separa dalla strada.

Molti di loro si stanno arrampicando sui cancelli del perimetro del carcere. Sul posto polizia, carabinieri e militari dell’esercito.  All’esterno dell’istituto ci sono i parenti di alcuni di loro. I detenuti urlano “indulto, indulto”.

Foggia, il carcere in mano ai detenuti

Il carcere di Foggia sarebbe ormai in mano ai detenuti. Si apprende da fonti sindacali e da testimonianze che arrivano da agenti sul posto. «Hanno sfasciato tutto sono saliti sui cancelli del “Block house” che hanno tentato anche di abbattere», spiega una fonte. Ci sono cordoni di forze dell’ordine ma
alcuni sono evasi, secondo alcune notizie, si sarebbero impossessati anche di auto per scappare. Gli altri hanno preso il controllo del carcere. Poliziotti e carabinieri li stanno riportando dentro gradualmente.

Rivolta dei detenuti a San Vittore e all’Ucciardone

Da questa mattina è in corso una rivolta al carcere di San Vittore e alcuni detenuti sono saliti sul tetto della casa circondariale. Sul posto sono arrivate le volanti di Polizia. A Palermo un tentativo di evasione anche all’Ucciardone di Palermo. Alcuni detenuti hanno tentato di scavalcare la recinzione dell’istituto di pena per cercare di fuggire. Il tentativo è stato bloccato dalla polizia penitenziaria. Il carcere è circondato dai carabinieri e polizia in tenuta antisommossa.

Coronavirus, il carcere di  Modena

La situazione più grave è quella nel carcere di Modena. Sono sei i detenuti deceduti nel carcere di Modena durante la rivolta dei detenuti di domenica pomeriggio. Come riporta Repubblica, lo si apprende da fonti della Questura modenese confermate dal sindacato della polizia penitenziaria, Sappe. Due decessi, infatti, sarebbero riconducibili all’uso di stupefacenti, mentre il terzo detenuto è stato rinvenuto in stato cianotico, di cui sono si conoscono le cause. A Modena ieri i detenuti hanno dato vita a una protesta sempre contro le restrizioni ai colloqui. Una settantina di persone hanno incendiato materassi e distrutto suppellettili tentando poi anche un’evasione impedita dall’intervento della polizia penitenziaria. Secondo Francesco Basentini, del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria, «tre sono morti prima del trasferimento, nel carcere di Modena e altri tre nelle carceri dove erano stati trasferiti».

Commenti

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  • giovanni vuolo 9 marzo 2020

    Nelle carceri ogni scusa è buona per portare scompiglio, magari con l’obiettivo di ottenere qualche beneficio, se non addirittura l’indulto. Immaginiamo quale ghiotta occasione possa costituire il coronavirus. Ma il Governo sonnecchia,ed immola i propri servitori, quali vittime sacrificali sull’altare del buonismo , frammisto alla inettitudine. E c’è di più. Sì, perché se le guardie non usano il Galateo nel tentare di sedare le rivolte, rischiano di venire processate per maltrattamenti, da qualche magistrato compassionevole, anche se in senso invertito.

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