Coronavirus, Zaia: «Le scuole? La vedo dura. Parliamoci chiaro, non riapriranno più»

27 Mar 2020 17:03 - di Alberto Consoli
Zaia

Luca Zaia come sempre diretto e senza fronzoli fa il punto sulla situazione coronavirus in Veneto. E non si tira indietro. Le cose vanno dette subito senza creare attese inutili. Una questione molto seria che assilla genitori e studenti è che fine farà l’anno scolastico. Tutti chiedono quando e se riapriranno le scuole. Zaia è molto chiaro per quel che concerne il Veneto e non solo. La sua è un previsione: “Beh, forse  non riapriranno più e si finirà l’anno scolastico così. La vedo dura con questi numeri a mettere a repentaglio la salute dei ragazzi e creare un popolo di contagiatori”.  Lo ha sottolineato il governatore del Veneto nel corso  del consueto punto stampa.

Zaia: “la sospensione della privacy sarebbe utile”

Zaia insiste da tempo anche su un un altro aspetto: eliminare intralci burocratici – che ostacolano la battaglia ai contagi: “L’ho detto ieri e lo confermo che la sospensione della privacy sarebbe utile. Non per ascoltare le telefonate di qualcuno sia chiaro, ma per vedere gli spostamenti. Nel momento per esempio in cui una persona è  positiva serve la certezza che non si muova da casa”.

Il governatore del Veneto ha spiegato che “ci è stata offerta la tecnologia utilizzata da Israele. E serve anche in Italia un salto in più per adottare l’intelligenza artificiale. I  droni che leggono la temperatura corporea a chi gira per strada e altro”. “Se piazza San Marco venisse monitorata dall’alto misurando la temperatura corporea dei presenti, non ci vedrei nulla di scandaloso. Che problema ci sarebbe a individuare chi ha la febbre?” ha spiegato.

“Il governo tenga duro sul piano delle restrizioni”

“Spero proprio che il governo con  il buon senso tenga in piedi il tema delle restrizioni, perché  solo  così ne usciremo”. E’ il suo auspicio: “E’ l’unica unica strada per andare verso la fine dell’epidemia”. Poi informa sulla “ricetta Veneto”, quella dei tamponi mirati:  “Ad oggi abbiamo fatto 83mila tamponi. Andiamo avanti ma la situazione è sempre più in salita perché mancano reagenti, mancano i bastoncini e i kit: manca tutto e dobbiamo fare in casa tutto”. Ora è arrivata una macchina dall’Olanda, informa: una macchina da 7mila tamponi al giorno – ha spiegato – speriamo di prenderne un’altra perché il nostro target è  di fare 20 mila tamponi al giorno  e continuiamo a perseguire questo obiettivo. Ma oggi purtroppo c’è la mancanza di tutto sul mercato”.

“L’Aifa ha dato l’ok al farmaco antimalarico”

“L’Aifa ha dato l’ok per le cure domiciliari con il farmaco antintimalarico. Somministrato in casa al paziente nelle prime fasi della malattia, potrebbe aiutarci ancora di più nell’evitare che i pazienti vadano poi in terapia intensiva”.  “L’Aifa – ha concluso  Zaia – ha anche chiuso il protocollo per il test dell’Avigan e noi siamo pronti. Anche qui dovrebbe essere una questione di ore per partire”.

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