Coronavirus, la scelta che si temeva. Uscire presto dall’incubo

martedì 10 Marzo 6:00 - di
Conte

Italia blindata, la legge del coronavirus ci ha costretti a stare dentro casa per il tramite di Giuseppe Conte. Ieri sera il premier lo ha annunciato in conferenza stampa in pratica a reti unificate. E’ entrato nelle case di tutti gli italiani e ci ha detto che le regole che valevano per il nord devono essere rispettate in tutta Italia. Stamane se ne capirà di più, si valuterà il merito del provvedimento anche perché c’è una confusione enorme sulle conseguenze per ciascuno di noi. Di certo, è un colpo terribile di fronte al mondo.

Le misure di Conte contro il coronavirus

Si comprenderanno meglio anche le evidenze scientifiche che hanno determinato un provvedimento che è clamoroso. Probabilmente hanno influito i numeri di ieri e le analisi di prospettiva, i danni che il coronavirus può ancora provocare se non si attuano misure più drastiche. A quest’ora è difficile esprimere valutazioni se non si conoscono appieno tutte le restrizioni che subiremo. C’è ancora confusione, come nota Giorgia Meloni.. Ci chiediamo come saranno attuate – ad esempio – nei centri più grandi. A partire dai capoluoghi di regione: come si controllerà quella libertà di movimento che finisce e speriamo per via temporanea. Quanto durerà tutto questo? C’è chi dice che basteranno un paio di settimane per placare la furia del morbo. Altri sono ancora più pessimisti.

In gioco c’è il destino di tutti gli italiani

Conte ha giocato la carta più forte che aveva in mano e con tutto il cuore ci auguriamo che non abbia sbagliato. Perché ne va del destino degli italiani. Ma poi vorremmo sapere anche che ne sarà dei risvolti economici. Chi potrà lavorare se ha un’attività in proprio? Occorre rispondere a questa domanda con chiarezza. E’ vero che la salute viene prima dei quattrini. Ma attenzione ad arrendersi di fronte al muro che l’Europa potrebbe avere di nuovo la tentazione di erigere. Non ci devono regalare nulla quei signori, ma semplicemente consentirci di spendere soldi nostri. Lo scorso anno si è registrato un avanzo primario di 30 miliardi, pari all’1,7 per cento del Pil hanno ricordato in conferenza stampa giorni fa Meloni, Salvini e Tajani. Guai a quei euroburocrati che volessero dire di no. Ecco, l’Italia deve alzare la testa con orgoglio. Deve poter finanziare in maniera straordinaria e poi strutturale la sua sanità. Deve salvare chi si ammala, non vogliamo un enorme cimitero. Avanti quindi, come sistema Paese, pur essendo consapevoli – da questa parte della trincea – di avere la sensazione dell’assenza di una leadership politica all’altezza del tempo che viviamo. Conte sembra in balia delle indicazioni scientifiche che per carità vanno osservate. Ma ci chiediamo perché non abbia preso l’iniziativa da subito del coinvolgimento dell’opposizione. L’Italia ha il dovere di mostrarsi unita. Ma per primo deve dimostrarlo proprio chi guida la Nazione da Palazzo Chigi. Ascolteremo, rispetteremo le decisioni che sono assunte per garantire la salute degli italiani. Vogliamo solo la certezza che siano quelle giuste. Il problema delle persone non è non darsi più la mano, ma di uscire quanto prima da un incubo troppo a lungo sottovalutato.

Commenti

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  • ALESSANDRO LEPRI 10 Marzo 2020

    Uscire dall’incubo dell’unione euroinfame

  • Francesco Ciccarelli 10 Marzo 2020

    Occorre soprattutto evitare il panico: ci sono già stati l’assalto ai treni e l’evasione di massa. L’isteria collettiva provocherebbe tumulti.

  • maurizio pinna 10 Marzo 2020

    Tutto giusto e base per molte riflessioni, ora che c’è tutto il tempo per riflettere ma poi bisognerà agire, cambiare, non sarebbe giusto che alla fine del terminator cinese si voltasse pagina come se nulla fosse. L’ EU è l’evidenza di un errore colossale frutto delle illusioni di una banda di incapaci e , quel che è peggio sognatori non volendo dire opportunisti. In circa 20 anni ci ha impedito di fare qualsiasi cosa che potesse mettere in sicurezza il Paese, realizzare infrastrutture, noi siamo stati in standby per far quadrare un dannato bilancio! La Costituzione. Se è bella i vari sacerdoti della comicità da strapazzo si ritirino su un’isola che non c’è e se la applichino. Non funziona, lo vediamo anche ora, laddove il premier è costretto a procede a decreti, insomma questa Costituzione non è adeguata alle moderne emergenze, era stata creta per un modello buonista comunistoide che ha fallito, la si cambi se non vogliamo soccombere!