Coronavirus, il Senato a regime normale: solo alcune privazioni (al limite del paradosso)

7 Mar 2020 14:00 - di Maurizio Gasparri
Coronavirus

Osservatorio Senato-Diario del coronavirus. Un quotidiano nazionale, noto per i suoi titoli provocatori, qualche giorno fa ha buttato in prima pagina il mostro affermando che il Parlamento si è preso una bella vacanza con la scusa del contagio. Infangare le Camere è un po’ come sparare sulla Croce rossa: va sempre bene, anche se le cose non stanno proprio così.

Priorità al coronavirus

È vero che la Camera ha deciso di riunirsi solo il mercoledì per tutto il mese di marzo. Al Senato, invece, stiamo ancora a regime normale. Ma ciò non vuol dire che i lavori delle Commissioni non stiano continuando, che la macchina continui ad operare. D’altra parte, è doveroso che ogni altra iniziativa legislativa debba fermarsi per dare priorità ai decreti sull’emergenza coronavirus. Non si può chiedere di fare presto e poi condannare il Parlamento se si occupa solo di quello. La vita di Palazzo, quindi, continua normalmente fatte salvo alcune privazioni. Alcune anche al limite del paradosso.

Obbligo ricevere al massimo due ospiti al giorno

Iniziando dalla misurazione della temperatura e dalla disinfettazione delle mani. Un giorno il simpatico infermiere che mi aveva puntato il termoscanner sulla fronte mi ha guardato basito: avevo 35.2! Necessitavo di un ricovero, ma per eccesso di bassa temperatura. A parte questo, resta in vigore l’obbligo di ricevere al massimo due ospiti al giorno, per poter meglio controllare gli ingressi. Appuntamenti spostati al bar, allora, dove però bisogna mantenere una distanza di un metro gli uni dagli altri, con buona pace della privacy.

Coronavirus, il prezzo da pagare per la prevenzione

Scene surreali, diventate quotidiane. È il prezzo che bisogna pagare alla prevenzione. Come quello che è successo durante la conferenza congiunta del centrodestra con Tajani, Salvini e Meloni in sala stampa al Senato. Oltre 50 giornalisti assetati di notizie e uno stuolo di assistenti parlamentari costretti a ripetere: mantenete le distanze. Speriamo per tutti che l’emergenza passi presto. Intanto, se adottassimo tutti l’antidoto del buonsenso, staremmo certamente un po’ meglio.

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