Coronavirus, il rinvio delle elezioni ancora non c’è. Il governo prepara un altro “pacco” agli italiani?

martedì 17 marzo 14:39 - di Maurizio Gasparri
elezioni

C’è un piccolo giallo che accompagna il via libera del Consiglio dei ministri al nuovo decreto sull’emergenza coronavirus. Era insistente la voce che il governo avrebbe incluso nel testo anche il rinvio delle elezioni regionali e amministrative, da tenersi molto probabilmente a metà ottobre. D’altra parte, con l’Italia ferma e una diffusione del virus ancora troppo alta, sarebbe impensabile affrontare una campagna elettorale. Ma nel provvedimento non si fa cenno a questo slittamento, e forse la fregatura è dietro l’angolo.

Il governo e la tentazione dell’election day

Non vorremo, infatti, che il governo stesse veramente pensando di indire un election day per accorpare tutte le consultazioni, compreso il referendum sul taglio del numero dei parlamentari slittato, per ora, a data da definirsi. Il risparmio di tempo e di soldi possono essere, in questo caso, una motivazione sufficiente? Di certo a pagarne le conseguenze sarebbero la democrazia e il dettame costituzionale. Senza entrare nel merito del quesito referendario, appare chiaro che unire elezioni politiche con un referendum equivarrebbe a mischiare capre e cavoli.

Elezioni e referendum non si possono accorpare

Oltre alle ragioni di merito, vi sono anche ragioni pratiche che non possono essere ignorate. La composizione degli uffici di sezione, i criteri di ripartizione delle spese tra Stato e regioni, la confondibilità dei quesiti, un ridotto spazio informativo laddove i cittadini avrebbero bisogno della massima informazione per scegliere in maniera critica e autonoma, liberi da ogni condizionamento. Come tutti i referendum, siamo di fronte a una scelta non politica ma culturale. In passato si agì giustamente rispettando la solennità del voto referendario: nel 2016, il ministro dell’Interno Alfano e, nel 2017, il ministro dell’Interno Minniti negarono la possibilità di accorpamento tra Referendum ed elezioni amministrative. Attendiamo la decisione del governo. Ma i costituzionalisti sono già in allerta, con ricorsi alla mano.

Commenti

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  • Pino 22 maggio 2020

    Il ‘Pacco’ ce lo ha fatto chi ha eletto il napoletano, sostituito dal siciliano, stessi odori, stessi modi e metodi. Siamo in guerra senza i mezzi giusti per difendere il paese. Conte ha in mano il copasir prudentemente donato da chi ? Sempre a quello sul colle si torna.
    Dalla fine della guerra in poi fino all’arrivo di baffetto dalema era l’opposizione a coprire quel settore per garantire i giusti contrappesi allo strapotere del potere. Ma tant’è !

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