Coronavirus, fare cassa con i colossi della rete che pagano tasse ridicole. Stop sottomissioni

sabato 7 Marzo 12:47 - di Maurizio Gasparri
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Il governo aveva messo a disposizione appena 3,6 miliardi per affrontare l’emergenza coronavirus. Poche gocce d’acqua per un’economia assetata. Cifra poi salita a 7 miliardi. Basta? Certo che no. Il commercio è in ginocchio, il turismo ha perdite del 90%. L’export vacilla anche per l’evidente boicottaggio dei nostri prodotti. Ed allo stato attuale non sappiamo ancora cosa intendano fare Pd e grillini per sostenere imprese, lavoro e famiglie.

Coronavirus, fare cassa subito con gli Over the top

Abbiamo fatto delle proposte unitarie come opposizione, ma mi permetto di rilanciare un tema che sollevo da tempo, inascoltato. Vogliamo fare cassa? Chiediamo soldi a chi fa affari in Italia, ma paga tasse ridicole. Dobbiamo costringere gli Over the Top, ovvero i giganti del web come Google, Amazon e Facebook, a versare al nostro Paese le giuste tasse. Pensate che, a fronte di fatturati miliardari, nel 2018 Microsoft ha versato in Italia appena 6,5 milioni.  Amazon 6, Google 4,7, Facebook solo 1,7. Un’evidente iniquità rispetto alle imprese italiane. Costrette a pagare tasse salatissime per ricavi irrisori.

Gli Over the Top stanno alterando tutte le regole della concorrenza. Ci sono settori saccheggiati, tartassati, e potentati che crescono pagando poco o nulla. Il governo italiano ha previsto una digital tax sui ricavi, ma solo del 3%. Tra l’altro rimandandola al prossimo anno. Il che è francamente ridicolo. La tassa va elevata almeno al 15% come ho più volte proposto. Interi settori della nostra economia stanno subendo un’aggressione ad armi impari. Ne soffre tutto il commercio. Ne risente l’editoria e in generale tutta la creatività Made in Italy. Questa disparità di trattamento deve cessare immediatamente, perché non è concorrenza. E’ ruberia. Il governo prenda dai giganti della rete i soldi che ci spettano. E li dia alle famiglie italiane e ai lavoratori che rischiano il posto di lavoro per la crisi legata alla diffusione del coronavirus. Basta questa sottomissione ai potentati della rete. Continuare a inginocchiarsi senza far nulla è una chiara ammissione di un conflitto di interesse. Che ha qualcuno, se non più di uno, al governo.

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