Coronavirus, Burioni: «Lo tsunami sta per arrivare. I positivi senza sintomi sono il cuore del problema»

giovedì 19 marzo 17:20 - di Redazione
Burioni foto Ansa

Coronavirus, c’è ancora chi lo prende sotto gamba. E allora, il virologo Roberto Burioni, tra i primi a lanciare la”allarme sulla pericolosità dell’epidemia da Covid 19, spiega e replica anche sui social. «Guardi bene, lo tsunami sta per arrivare quindi stia ben tappato in casa, perché non sono certo che le rianimazioni nel resto dell’Italia siano quelle della Lombardia». Il post appena citato è la risposta del professore a un utente che su Twitter gli scrive: «Prof @RobertoBurioni però sembra impossibile utilizzare la stessa strategia in tutta Italia. Siamo in quarantena, capisco il disastro in Lombardia, ma non possiamo stare in riva al mare aspettando lo tsunami altrove».

Coronavirus, Burioni: «Lo tsunami sta per arrivare»

Insomma, se l’epidemia ha messo in ginocchio un intero Paese e colpito al cuore moltissime famiglie. La quarantena sta rischiando di far sragionare più di qualcuno messo a dura prova. E stavolta, stando al cinguettio dell’utente citato in apertura, purtroppo non è un meme o una battuta di whats app. E a riprova della gravità della situazione basta sfogliare un qualunque giornale. Sintonizzarsi in qualunque momento su un’emittente a caso. L’epidemia in corso è grave. Il virus agisce in fretta e in maniera tentacolare. A più libvelli. tanto che, in un altro tweet, Burioni aggiunge: «Vi ricordate a gennaio gli spot che dicevano “gli asintomatici non contagiano”? Questo è il cuore del problema: gli infettivi che stanno bene». Un dato che il virologo sottolinea commentando i risultati ottenuti a Vò, primo focolaio del Veneto, dove sono stati eseguiti i tamponi a tutti gli abitanti: il 75% era asintomatico.

Come agire sulla paura per raggiungere un obiettivo: la salute dei singoli e della collettività

E allora, come continuare a non comprendere fino in fondo? A sottovalutare una situazione drammatica che continua a peggiorare? Eppure, se è vero che, come scrive sempre Burioni, introducendo un focus sulla paura, pubblicato sulla pagina Facebook “Medical Facts“, «l’emergenza Covid-19 influisce sui nostri comportamenti, a volte in maniera del tutto irrazionale». Se è vero che la maggioranza degli italiani si è chiusa in casa. E hanno colpito le immagini della metro o della Collinetta di Milano piene di gente. Capire «quali sono i nostri pensieri. Le nostre emozioni e le nostre azioni, in una parola il nostro comportamento, in questo drammatico frangente nell’emergenza coronavirus – spiega Paolo Moderato, docente di psicologia dello Iulm di Milano – aiuta a prevedere i nostri comportamenti e a porre in essere procedure per modificarli. In funzione di un obiettivo condiviso: la salute dei singoli e della collettività». Ma a giudicare dai risultati dei controlli. Dalle denunce e dai fermi, il lavoro da fare è ancora tanto…

Commenti

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  • Laura Prosperini 19 marzo 2020

    il cuore del problema è la mancanza di risorse per la sanità nazionale:
    – sia di strutture specializzate (rianimazione)
    – che non specializzate (numero di ospedali/posti letto)
    – che di risorse umane (medici ed infermieri)
    dobbiamo tornare ad essere un faro, un esempio (come lo eravamo prima dei tagli indiscriminati)

  • Laura Prosperini 19 marzo 2020

    cioè tutti quelli che stanno bene sono il problemaa???
    ma dico, c’è qualcosa che non va in quest’ottica, forse sarebbe il caso di concentrare gli sforzi anche e soprattutto nella ricerca di farmaci (alcuni sono promettenti) e soprattutto nella ricerca di altri posti letto e di rianimazione (perché questo, si, è il cuore del problema, i pochi, pochissimi posti per rianimazione rispetto alla popolazione!!!) cominciando a requisire e riorganizzare strutture inutilizzate o private
    ad es. a Roma il Forlanini!
    Cosa facciamo se il pericolo dovesse durare altre 3, 4 6 mesi continuiamo a chiudere allontanare e basta???
    ci vogliono maggiori strutture specializzate (e non) ci vogliono molti più investimenti (pubblici) per la sanità nazionale, questo è il cuore del problema!!!

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