Bergamo, le onoranze funebri annunciano lo sciopero: “Ci fermiamo. Siamo troppo a rischio”

sabato 28 Marzo 16:24 - di Redazione

Nuove protesta dalle onoranze funebri. Dopo appelli inascoltati. L’ultimo cominicato rischia di uccidere una città già in ginocchio. A Bergamo le imprese di onoranze funebri, a partire da lunedì 30 marzo, si fermeranno. Lo comunica Antonio Ricciardi, presidente della categoria di Bergamo.

“Non reggiamo più. Siamo chiamati a fare l’unica scelta responsabile per il bene della collettività. Abbiamo dato tutto quello che potevamo sul campo. Ogni giorno e ogni notte, perdendo anche amici e colleghi. Vorremmo fortemente continuare con lo stesso impegno, ma in assenza di un intervento delle istituzioni, per noi la priorità è difendere la cittadinanza. Della quale anche noi facciamo parte. Chi oggi fa annunci sul garantire il servizio senza protezioni o controlli è un irresponsabile”.

Lo sciopero delle onoranze funebri

Non si tratta di garantire o non garantire un servizio“, spiega Ricciardi. “Ma di non contribuire alla diffusione di un virus che sta uccidendo centinaia di persone”. Le richiesta dei giorni erano rivolta a una maggiore protezione per un’attività impegnata con “lo spropositato e drammatico aumento di decessi che sta colpendo la Bergamasca”. Vogliono un tavolo per trattare. E maggiori strumenti di protezione. La risposta, però, a detta del presidente della categoria, non è mai arrivata.

Chiedono un monitoraggio degli operatori tramite tamponi periodici. E un canale di fornitura prioritario (a pagamento) di dispositivi di protezione individuale. Anche perché sono sempre di più, negli ultimi giorni, i dipendenti di società di onoranze funebri che si sono ammalati, anche gravemente. Lo scioperano annunciato rischia di essere un colpo durissimo per Bergamo e la sua provincia.

Commenti

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  • Stefania 29 Marzo 2020

    Un appello doveroso , loro malgrado la possibilita’ di veicolare il virus in assenza di adeguate ed indispensabili protezioni potra’ solo peggiorare la situazione …da considerare anche lo stremo pari alla situazione nelle strutture sanitarie e di residenza x anziani

  • massimiliano 29 Marzo 2020

    Condivido in pieno le ragioni menzionate dal collega , sicuramente arriveremo alla stessa scelta qui a Roma . Massimiliano Buccinna’

  • giovanni vuolo 29 Marzo 2020

    Come non essere d’accordo ? È una delle rare volte che tutti noi condividiamo le ragioni di uno sciopero, dopo che ne abbiamo visti ( e perché no, subiti) tanti, in gran parte volti a rivendicazioni di dubbia comprensione. Ma credo che, una serrata in questo momento, potrebbe produrre una catastrofe epocale. Bisogna perciò stringere i denti, attrezzarsi al meglio anche con strumenti rabberciati, ed andare avanti.