Augello scrive al Foglio: “La Ue deve voltare pagina. Lo dicono anche i tedeschi intelligenti…”

martedì 31 marzo 13:51 - di Redazione
andrea augello

Prosegue il dibattito sugli eurobond. Andrea Augello, già senatore, sottosegretario e oggi scrittore, invia una lettera al quotidiano il Foglio per sollecitare che la classe politica italiana si accorga del dibattito sollevato sulla questione nella stessa Germania. Scrive Augello e fa notare come “in Germania si sia sviluppato un movimento trasversale di economisti di elevato standing, favorevole a un programma di mille miliardi di euro in obbligazioni europee e contrario al ricorso alle risorse del Mes, per sostenere le economie dei paesi dell’Unione colpiti dalla pandemia”.

Augello: inadeguato il nostro dibattito politico nazionale

Augello inoltre registra “la consueta inadeguatezza del dibattito politico nazionale a un’emergenza come quella che il paese sta vivendo a seguito del Covid-19. Tralascio gli aspetti sanitari e la gestione comunicativa di una vicenda descritta, ai nostri compatrioti, prima come un raffreddore, poco più pericoloso della media con gli anziani, poi, all’improvviso, come la peste del Trecento e forse anche peggio”. Augello inoltre accus ala classe politica italiana e anche la grande stampa, di non essersi accorta du quanto sta accadendo in Germania su tale questione.

LaUe rischia di essere travolta dalla pandemia

Il fatto che numerose e qualificate personalità tedesche si siano sbilanciate in favore degli eurobond, chiamati anche coronabond, forse potrebbe aiutare a far riflettere la nostra classe politica, afflitta da un innato provincialismo, dice l’ex senatore di Alleanza nazionale, sul fatto che occorre voltare pagina. La Ue rischia di essere travolta dalla pandemia, e l’appello delle intelligenze tedesche potrebbe aiutare l’Europa a voltare pagina.

Giorni difficili attendono l’Europa

Augello conclude scrivendo: “A occhio direi che chi lancia appelli per l’integrazione europea dovrebbe almeno provare a muoversi su una scala europea. O no? Non mi illudo che nel breve periodo iniziative di questo genere cambino il corso della storia, ma nel medio potranno assumere un certo rilievo, specie nei giorni difficili che attendono il Vecchio continente, dove le speranze e i bisogni dei popoli potrebbero travolgere in pochi mesi le ottuse resistenze di piccole, ostinate oligarchie”.

Il Foglio: ma dalla Ue risposte sono giunte

Ma il Foglio, pur apprezzando la segnalazione, non concorda con Augello, e replica così. “Le risposte urgenti (dalla Ue, ndr), quelle che si potevano dare, onestamente sono arrivate. La Bce, nel giro di pochi giorni, ha strutturato un nuovo Qe. Il Patto di stabilità europeo si è allentato. Ai paesi molto indebitati, come l’Italia, è stato permesso di fare grosso modo tutto il debito necessario. E forse più che parlare di Eurobond andrebbe chiesto all’Europa, al Consiglio europeo e all’Eurogruppo oltre che alla Commissione, un qualche permesso in più per spendere dei soldi che possano essere, come si dice, scomputati dal calcolo del deficit”.

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