Vitalizi, Rotondi: «Minacciato di morte dopo l’intervista mandata in onda da Giletti»

martedì 11 Febbraio 9:25 - di Massimo Baiocchi
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«Dopo l’intervista mandata in onda da Giletti sul tema dei vitalizi sono stato costretto a denunciare l’ennesima aggressione in rete». A dirlo è Gianfranco Rotondi, tramite il suo ufficio stampa. Si tratta di «minacce di morte ed esortazioni ad  abbattermi». Alcuni post «sono subito spariti, ma sono stati da me prontamente salvati e inoltrati al mio legale per le iniziative del caso. Naturalmente provvederò a sporgere anche denuncia».

Vitalizi, l’intervista e il riferimento ad Andreotti

Nell’intervista, tra l’altro, aveva detto: «E’ scontro tra due caste, sono tutti in conflitto d’interessi, io punto a fare il senatore a vita. I vecchi parlamentare vogliono mantenere la pensione loro, i nuovi gliela vogliono togliere per blindare la loro. La pensione non deve toccare a chi ha fatto un breve passaggio in Parlamento ma a chi vi ha passato tutta la vita, come fece Andreotti».

La puntualizzazione: «Non ci sarà il governo dei “due Matteo”

Dopo i vitalizi, Rotondi parla della situazione politica. E dopo mesi di attacchi al leader leghista, ora trova un punto d’intesa. «Per una volta», afferma, «sono d’accordo con Salvini. L’unica alternativa a questo governo, infatti, sono le elezioni. Il governo dalla Lega a Italia Viva è una suggestione giornalistica. Non esiste il “governo dei due Matteo”, neppure uno per volta, temo per loro…».

Dai vitalizi alla nuova “cosa” democristiana”

Poi si sofferma sulla nuova “cosa” democristiana. «Il progetto del nuovo Ppi avanza e parte dai territori. In settimana ci incontreremo per fissare le venti assemblee regionali e la data del Congresso costituente. Con Forza Italia», sottolinea Rotondi, «non c’e nessuna rottura politica né parlamentare. Non avrebbe senso polemizzare col nostro partner nel Ppe».

«Noi mai con sovranisti e sinistra»

«Tranquillizzo Renzi»,  ha aggiunto nei giorni scorsi l’esponente azzurro. «Non stiamo preparando gruppi parlamentari di sostegno al governo. Stiamo progettando un nuovo Partito popolare con tanto di Scudocrociato e collegamento col Ppe. Il nuovo Ppi  -o come si chiamerà – non sarà nell’orbita sovranista e non si alleerà con la sinistra».

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