Sondaggio Ixè, Fratelli d’Italia a un passo dai Cinquestelle. I dati di tutte le forze politiche

mercoledì 26 Febbraio 9:17 - di Massimo Baiocchi
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Nuovo balzo in avanti di Fratelli d’Italia. Lo certifica il sondaggio Ixè sulle intenzioni di voto degli italiani. I dati parlano chiaro, il partito guidato da Giorgia Meloni continua ad avanzare. E manca pochissimo al sorpasso sui Cinquestelle. Le cifre premiano la coerenza politica e la chiarezza delle proposte. Chiarezza che risulta evidente anche nell’emergenza del coronavirus. L’elettorato continua a spostarsi verso il centrodestra, con le forze politiche di governo in affanno.

Sondaggio Ixè, FdI a un passo dal M5S

La Lega resta al primo posto, con 27,7%, facendo registrare un incremento dello 0,3 per cento. Il Partito democratico è al 21,8 per cento mentre il Movimento Cinque Stelle è al 15,4. Insieme, quindi, restano ancorati a un insufficiente 37,2, un dato che non soddisfa. Fratelli d’Italia conquista il 13,7, aumentando di quasi un punto in una settimana (aveva il 12,9). Forza Italia perde terreno e fa registrare il 5,9%.  In difficoltà Italia Viva di Renzi, che è ferma al tre per cento. Gli altri partiti sono tutti sotto il 3%.

Il centrodestra saldamente in vantaggio

Secondo i dati del sondaggio Ixè, il centrodestra, nel suo complesso, raggiunge il 47,3 per cento dei voti. Se si aggiunge il risultato di “Cambiamo” di Toti (0,8) arriva al 48,1. Un dato che dimostra quanto ampio sia il vantaggio nei confronti del centrosinistra e soprattutto nei confronti dei partiti “rossogialli”.

Anche per il sondaggio Swg FdI sta per raggiungere i grillini

Centrodestra in vantaggio anche nel sondaggio effettuato da Swg per il Tg La7. La Lega di Matteo Salvini resta il primo partito con il 31,3% delle preferenze, ma fa segnare un -1,1% rispetto a una settimana fa. Alle spalle della Lega c’è il Partito Democratico con il 20,1% (-0,5%), poi il Movimento 5 Stelle che si attesta al 13,4%. Anche secondo questo sondaggio Fratelli d’Italia è a un passo dall’acciuffare i Cinquestelle (11,3%). Forza Italia è data al 5,4%, (+0,3%). Perde lo 0,4% Italia Viva di Matteo Renzi (3,8%).

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  • Sandro Cecconi 26 Febbraio 2020

    “Le cifre premiano la coerenza politica e la chiarezza delle proposte. Chiarezza che risulta evidente anche nell’emergenza del coronavirus.”

    Baiocchi,
    nella sua analisi manca il punto più importante che è dirimente. Gli italiani, proprio il caso coronavirus sta a dimostrarlo, si sono accorti che occorre una vera elite, parlo dei migliori in ogni campo, e ovviamente dopo averle provate tutte sta volgendo il proprio sguardo al nostro partito. Tutti gli altri sono il niente. Mi voglio augurare che ve ne siate accorti.
    Quanto affermato lo si può dedurre dal gradimento della Signora Meloni che, pur avendo collocato il partito sempre all’opposizione, continua ad essere la preferita, persino per la carica a Sindaco di Roma. Praticamente la vorrebbero ovunque.

    Ecco spiegato il motivo per cui in molti interventi precedenti ho più e più volte insistito, insisto ancora, di andare a coprire le tessere mancanti in settori strategici come l’economia, ma non solo, visto e considerato che per quanto riguarda il settore fisco siamo già ottimamente coperti con Leo il quale in un paio di trasmissioni a cui ha partecipato ha dimostrato ampiamente, con i pochissimi concetti concessigli da conduttori imbarazzanti, il suo più che eccellente valore professionale.

    I nostri connazionali sono persone intelligenti, anche quelli più umili, e pongono molta attenzione quando ascoltano persone preparate esprimere i concetti di una data materia. Hanno estremo bisogno di tali figure professionali a cui accordare la propria fiducia nelle urne. E queste persone, i migliori, formano l’elite del merito e della meritocrazia. Quella che viene considerata attualmente elite è solo una massa informe di incapaci, di idioti e men che dilettanti allo sbaraglio, ossia l’esatto opposto.

    Se riusciremo a coprire queste attuali mancanze il 20% da me indicato da oltre un anno sarà soltanto un nuovo punto di partenza verso percentuali ben maggiori.

    Ad maiora.

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