Sia la Segre a pretendere dall’Anpi rispetto per la memoria degli italiani assassinati nelle Foibe

mercoledì 5 febbraio 6:00 - di Francesco Storace

Esprimiamo indignazione totale per l’evento con il quale, nella Biblioteca del Senato, si è puntato – di nuovo e con l’ombrello istituzionale – su un revisionismo che disgusta. Perché riguarda il sangue dei nostri connazionali, il sacrificio di decine di migliaia di infoibati, assieme all’esodo di tantissime famiglie italiane. Ci piacerebbe conoscere nome e cognome di chi ha consentito una sceneggiata antistorica.

L’associazione partigiani continua a seminare di falsità il suo percorso. Con balle nemmeno tanto nuove su quella che fu una tragedia nazionale. Insistono sul ritornello della reazione al fascismo: lo fanno per negare quella voglia di pulizia etnica che mosse gli uomini del maresciallo Tito. Al quale la Repubblica, ignominiosamente, ancora non ha tolto una onorificenza immeritata, immotivata, provocatoria.

Quel paragone insulso tra Bibbiano e le Foibe

Odio smisurato, ecco che cosa cova a sinistra. Ed è ripugnante da leggere quello che è uscito dalla bocca di Anna Cocchi, presidente dell’Anpi di Bologna. “Non si possono usare strumentalmente e politicamente le foibe – ha detto la svergognata – come è stato fatto con Bibbiano”, parlando di “numeri gonfiati”. Questa signora si faccia vedere da qualcuno bravo, perché ne ha bisogno. E per fortuna che i bambini di Bibbiano sono rimasti vivi, altrimenti a sentire certa roba, sarebbero diventati anch’essi morti negati. Che pena!

Ci troviamo di fronte esclusivamente al tentativo di minimizzare la tragedia. Di più, ha denunciato Giorgia Meloni: “Vogliono provare a giustificare la violenza contro gli italiani. E’ un vero e proprio oltraggio agli esuli istriani e dalmati, alle vittime dell’odio comunista, e ancor più grave che il tutto sia avvenuto all’interno di un’Istituzione”.

Questa Italia non riesce proprio a riconciliarsi con se stessa. Da destra non si è certo esitato a riconoscere l’orrore dell’Olocausto. A sinistra invece si convive ancora con il negazionismo sulla Foibe. Dividono i morti. Cancellano le responsabilità. Occultano la memoria.

Sarebbe bello se qualche parola la tirasse fuori Liliana Segre, e lo diciamo senza alcuna volontà polemica. Proprio chi è destinata alla guida di una commissione che dovrebbe contrastare l’odio ha il dovere morale di dire smettetela a chi continua a insultare quegli italiani assassinati proprio perché erano italiani.

Commenti

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  • giovanni vuolo 6 febbraio 2020

    Segre? La tragedia che ha vissuto merita certamente rispetto, ma non per questo è necessariamente rispettabile sotto il profilo politico. L’istituto dei senatori a vita è un cancro che va estirpato. Consegna nelle mani di personaggi che nessuno ha scelto, il potere di decidere delle sorti del Paese. E non è scritto da nessuna parte che uno scienziato, un eroe o una vittima, sia anche un buon politico. Anzi molto spesso, il titolo onorifico, fa male alle persone stesse che lo ricevono, demolendone ineluttabilmente il mito, costruito in ambiti assolutamente alieni dagli scanni parlamentari. Ed oggi, con i numeri traballanti a palazzo Madama, la presenza dei senatori a vita, nominati da Presidenti di sinistra, è linfa vitale per un governo sempre in bilico, e sposta l’ago della bilancia della democrazia.

  • roberto 5 febbraio 2020

    ma perché non fanno chiudere l’ A.N.P.I. ? Mattarella dov’è e a cosa serve ?

  • Carlo Cervini 5 febbraio 2020

    Vendette private a parte, la “Volante Rossa” fece una specie di pulizia etnica contro gli avversari che erano un ostacolo alla rivoluzione bolscevica………..Tito fece lo stesso nei territori italiani conquistati e poi perduti con il trattato di pace di Parigi. Il problema più grave era far sparire la moltitudine dei cadaveri, le foibe andavano benissimo allo scopo; da noi invece si sepellivano gli sventurati in fosse comuni oppure sulle rive dei fiumi, a pelo d’acqua così le costante umidità e le piene facevano sparire i corpi. Per anni i pescatori recuperarono ossa umane nel letto del Po e dei suoi affluenti di destra e di sinistra. Ovviamente per i “compagni” si trattava di ossa di pollo & affini vari……….

  • Cristiani Riccardo 5 febbraio 2020

    Anche il Presidente della Repubblica dovrebbe dare ossequio alle vittime e pronunciarsi sul dramma consumato alle Foibe. Discriminare i crimini contro l’umanità omettendo di commemorarli a insegnamento per le generazioni, è grave ingiustizia che denota indegno opportunismo e faziosità compiacente

  • maurizio pinna 5 febbraio 2020

    Le così dette foibe furono una vera e propria pianificazione di annientamento etnico dell’ Italianità in Jugoslavia. Il Politburo Comunista Jugoslavo aveva preteso dal PCI, che trattò la questione in PRIMA PERSONA, che in Jugoslavia restassero solo italiani di provata fede comunista, come i compagni della Brigata Partigiana Stella Rossa o i “volontari” comunisti che venivano reclutati in una apposita BASE pugliese che il compagno Palmiro Togliatti aveva loro concesso dopo il compromesso di Salerno, quello su cui si è solamente blaterato la scorsa estate. Loro, i nuovi partigiani tali cose le conoscono bene, ma nelle scuole dove con la complicità dei badogliani dei piani lati vanno a tenere le loro lezioni, raccontano la loro storiella, delle ARMATE PARTIGIANE che da SOLE hanno combattuto IMMANI BATTAGLIE liberando l’Italia.
    Inutile continuare, in Italia è a tutti gli effetti in carica un REGIME di tipo SOVIETICO che impone un PENSIERO UNICO, distruggendo con tutti i mezzi disponibili chi si oppone, ciò avviene con la complicità di ENTITA’ INTERNAZIONALI e NAZIONALI che simulano di non sapere, giocano sui cavilli giuridici e ove non bastasse usano la clava dei giacobini sanculotti.

  • rino 5 febbraio 2020

    Facciamo richiesta per il prossimo 25 aprile. E’ ora di far conoscere cosa è successo nel triangolo rosso.

  • Silvia 5 febbraio 2020

    I peggiori nemici degli Italiani sono “certi” Italiani!

  • Giuseppe Forconi 5 febbraio 2020

    La Segre potrebbe anche farlo, cioe’ invitare l’anpi ad essere piu’ coerente, ma loro lo capirebbero ??? Dubito, infuoiati come sono dall’odio.

  • Giuseppe Forconi 5 febbraio 2020

    Davanti alle carneficine causate dalle guerre non dovrebbe esistere ne colore di bandiere, ne religioni, ne colore della pelle, ne la nazionalita’. Sono dei morti che morirono, giusto o sbagliato, per un ideale nel cui credevano. Quanta di questa gente fu mandata a combattere non sapendo neanche per chi o per cosa combattevano, pertanto meritano il rispetto di tutti. Qui’ cade l’asino perche’ l’anpi e i comunisti in generale non hanno rispetto per nessuno. Sono semplicemente degli esseri nati per odiare, vivono alla giornata aspettando che qualche cosa accada, naturalmente a loro favore. Questa e’ un’associazione a delinquere, che vuole dettare legge su tutto e su tutti, naturalmente sulle spalle degli altri. Semplici guerrafondai per odio. Vorrei vederli, se fossero chiamati alle armi per difendere il Paese, come taglierebbero la corda nascondendosi per non essere presi. Eccoli cosa sono, si nascondono dietro una bandiera che non hanno mai difeso e la portano al collo come fazzoletto non per orgoglio ma per asciugarsi il sudore. Cosa gliene puo’ fregare a loro delle fobie o della segre, imnportante che sia qualche cosa contro la destra. Vomito dell’umanita’. Lo Stato dovrebbe vergognarsi di sovvenzionarli, ma forse gli fa comodo perche’ odiano la giustizia e la democrazia.

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