Scontro di fuoco su prescrizione, bocciato il ddl Costa. Ma Renzi vota con l’opposizione

mercoledì 19 Febbraio 18:50 - di Mia Fenice
Prescrizione

Scontro di fuoco in Parlamento su prescrizione e intercettazioni. Prima il caos in commissione Giustizia della Camera. Il ddl Costa non passa e la riforma Bonafede sulla prescrizione ha il via libera. Poi lo scontro in commissione Giustizia del Senato. La Lega occupa l’aula dopo l’ennesimo rinvio chiesto dal governo sul decreto intercettazioni.

Prescrizione, il voto contrario di Italia Viva

La commissione Giustizia della Camera ha approvato l’emendamento soppressivo del ddl Costa. La votazione è finita 24 a 23, determinante il voto della presidente Businarolo. Come già accaduto a gennaio, Matteo Renzi  ha votato contro a fianco dell’opposizione. A favore il resto della maggioranza: Pd, M5S e Leu. La proposta Costa andrà all’esame dell’aula di Montecitorio con il parere contrario della commissione. Un solo voto di scarto che ha fatto infuriare le opposizioni, visto che si è rivelato decisivo il voto della presidente della commissione, la grillina Francesca Businarolo.

Prescrizione, l’ira del Pd contro Renzi

Il voto di Italia Viva acuisce ancora di più le tensioni all’interno della maggioranza. «Poco fa in commissione Giustizia alla Camera Italia Viva ha votato ancora una volta insieme alle opposizioni, compiendo l’ennesima provocazione nei confronti del governo», dice in una nota il vicecapogruppo del Pd Michele Bordo. «L’emendamento della maggioranza alla legge Costa è passato per un voto e solo grazie alle assenze di due colleghi del gruppo misto. Questa guerriglia quotidiana di Renzi è diventata ormai insopportabile perché mina alla base la tenuta del governo, con il rischio di conseguenze pesanti per il Paese. Una cosa è certa: in questo modo è davvero complicato andare avanti. Renzi si assuma le responsabilità di fronte al Paese se ha deciso di favorire il ritorno di Salvini e della destra».

Costa: «Violazione del regolamento»

In commissione Giustizia nel voto sull’emendamento soppressivo al ddl Costa «c’è stata un violazione pesantissima del regolamento», denuncia dal canto suo in aula alla Camera lo stesso Enrico Costa. Il deputato azzurro ha detto che FI si rivolgerà al presidente della Camera, Roberto Fico, sulla vicenda. «Il voto è finito 24 a 23 a favore della soppressione. Se fosse finito 24 a 24 la soppressione sarebbe stata negata e il governo sarebbe andato sotto. Non è stato consentito di votare, con una interpretazione folle, all’onorevole Colucci che aveva la delega del presidente del Misto. Presidente – ha detto Costa a Fico – le chiedo di analizzare gli atti e chiederemo di essere ricevuto da lei. La presidente Businarolo si è macchiata di un atto grave. Da parte nostra, consideriamo quanto accaduto una lesione pesantissima». Fico prende tempo: «Mi riservo di verificare».

Intercettazioni, al  Senato la Lega occupa l’aula

In Senato, invece, la Lega ha occupato fisicamente la commissione dopo l’ennesimo rinvio chiesto dalla maggioranza giallorossa sul dl intercettazioni. Pd e cinquestelle, non hanno ancora trovato un accordo sull’emendamento Grasso. Hanno quindi richiesto un nuovo rinvio della seduta della commissione Giustizia del Senato, imponendo la ripresa dei lavori prima alle 18 e poi alle 19. Si profila una seduta notturna. L’ennesimo slittamento ha fatto scoppiare la bagarre in aula. “Onestà dove sta” urlano i senatori leghisti, rendendo necessario l’intervento dei commessi, visto che quando la maggioranza li ha accusati di propaganda si è sfiorata la rissa. «È una vergogna assoluta – ha detto il leghista Simone Pillon – Sta accadendo una cosa gravissima. La maggioranza sta cercando di precludere un nostro emendamento che prevede la possibilità di intercettare per i reati di pedopornografia. Siccome l’emendamento è presentato dalla Lega non può passare ed è una cosa inaudita. Tutti ci dicono di essere d’accordo ma poi non lo votano. Noi difenderemo i diritti dei bambini. Difendesse il Paese chi ha ragione».

 

 

 

Commenti

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  • Giovanni Vuolo 19 Febbraio 2020

    Scusate, ma quando questi signori dicono che Renzi deve assumersi la responsabilità di aver favorito Salvini, dimenticano un piccolo particolare ; e cioè che, casomai, Renzi favorirebbe solo le elezioni anticipate, libere e democratiche. Poi se gli Italiani decidono di mandare lor signori a casa, è questione diversa. Non è che si possa restare un Paradiso a dispetto dei Santi! Non è che puoi imporre la tua presenza se il popolo non ti sceglie : signori del PD, sveglia !!!! Voglio ricordarvi che, in genere, per governare, bisogna vincere le elezioni : almeno qualche volta. !!!! Evidentemente siete abituati male !!!!

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