Salvini: «La Meloni? È insostituibile. Un partito con il 10% ti fa vincere. Uno con il 3 no»

sabato 8 febbraio 13:06 - di Stefania Campitelli
salvini

Metabolizzato il risultato dell’Emilia Romagna (nessuna sconfitta), Matteo Salvini va all’attacco della “palude del governo giallorosso”. E guarda alle elezioni. In un’intervista a tutta pagina sulla Verità, il leader della Lega fa il punto. Dalle nuove sfide del centrodestra al taglio dei parlamentari, dal business degli immigrati agli autogol dei  5Stelle, dal “pacco” confezionato in segreto sul Mes agli schiaffoni presi in Europa.

Salvini contro la palude del governo giallorosso

È l’ultima intervista da uomo libero, sorride, «la prossima la farò da imputato». «Ma sono tranquillo, la via giudiziaria alla politica porta male a chi la percorre». Con tutte le differenze del caso, Salvini guarda al caso Trump. «Visto come è andata a finire? Assolto e con il vento in poppa nei sondaggi».

E sul voto emiliano ribalta la lettura della stampa. «In fondo su nove regioni ne abbiamo preso “solo” otto. Se a Natale mi avessero detto che la Lega sarebbe arrivata al 32 per cento, avrei firmato». E guarda a una Lega “metropolitana”, che sappia connettersi con i temi delle grandi città. Anche lei in giacca e cravatta, dicono che si sta istituzionalizzando… «Quando hai la felpa è in un modo. Quando hai la cravatta è in un altro. Sciocchezza mediatiche. Però è vero che oggi abbiamo 200 tra sindaci e amministratori».

«Con la Meloni si vince. FdI un valore aggiunto»

Ma è soprattutto sulle sfide del centrodestra che concentra la sua attenzione. Una coalizione compatta sulle prossime battaglie parlamentari. A partire dal Fondo Salva Stati che ha svelato il tradimento di Conte. «Hanno messo il segreto sul “pacco”», dice, «ma in Aula dovranno spiegare tutto». Il Mes non deve passare. E come si sente di fronte ai sondaggi che danno Fratelli d’Italia in volata ben otre il 10 per cento? «Valorizzare le affinità nelle differenze, giusto?». Salvini guarda al partito di Giorgia Meloni coma a un alleato forte e insostituibile. «Un alleato con il 3 per cento è più facilmente gestibile di uno con il 10. Ma quello con il 3 non ti fa vincere. Nella nostra coalizione tutti portano un valore aggiunto. Ed è quello che mi interessa».

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