Renzi: «Hanno provato a farci fuori, pronti a sfiduciare Bonafede». Pd e M5S schiumano di rabbia

mercoledì 19 Febbraio 19:26 - di Fulvio Carro

Renzi parla a Porta a Porta. Trema Conte, va su tutte le furie Zingaretti. E la maggioranza (o quel che resta) si trasforma in barzelletta, con M5S e Pd all’angolo. Disperati, con le poltrone che traballano. Il leader di Italia Viva non fa nemmeno un passettino indietro. Anzi, rilancia: «Credo andrà così», se nulla cambierà sulla prescrizione i suoi presenteranno la mozione di sfiducia al ministro Bonafede. Poi aggiunge: «Ma voglio essere ottimista, spero prevalga il buonsenso».

Renzi affonda la zattera Pd-M5S

Questo significa o si fa quel che dico io, o crolla tutto. Dem e Cinquestelle annaspano. Renzi incalza. Primo punto: «Se vogliono che ce ne andiamo va bene, ma ce lo devono dire». Secondo punto: «Se vogliono i nostri voti, prendessero le nostre idee, una ogni tanto». Ma vogliono farvi fuori? «Ci hanno provato ma non ce l’hanno fatta. Hanno cercato di raccogliere i senatori responsabili. Ma non c’è niente di male se il presidente del Consiglio, qualche suo collaboratore o esponente della maggioranza dice togliamoci di torno Renzi perché non ci dice di sì sulla giustizia. È loro diritto provarci, ma la prossima volta farebbero meglio a riuscirci».

L’appello per il “sindaco d’Italia”

«Non sono un rompiscatole, non faccio il gioco della corda per un fatto personale, sono convinto», dice ancora Renzi a Porta a Porta. «Non si può andare avanti cosi, con le scene che abbiamo visto. Faccio un appello a tutte le forze politiche, Zingaretti, Di Maio, Crimi, Conte, Leu, Salvini, Meloni, Berlusconi. Fermiamoci un secondo, portiamo il sistema dei sindaci a livello nazionale per eleggere il sindaco d’Italia, la soluzione è l’elezione diretta del presidente del Consiglio». Anche se si rompe la maggioranza «non si può votare fino all’autunno, è presumibile che fino al 2021 non si vota. C’è un impedimento tecnico, è il momento di pensare prima agli italiani e poi ai partiti».

Zingaretti e i Cinquestelle in preda all’ira

‘Zingaretti non trattiene la rabbia: «Credo che qualcuno, se continua così, farà venire il mal di testa agli italiani e alle italiane con questo chiacchiericcio insopportabile di cui non si capisce il fine». E i M5S si mostrano molto innervositi: «Renzi? Sarebbe carino se una volta pensasse prima al paese che a se stesso», dice all’Adnkronos il senatore Matteo Mantero. E sull’ipotesi di un soccorso dei “responsabili” osserva: «Vedremo chi saranno e soprattutto cosa vogliono in cambio».

 

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