Palermo, primo caso di coronavirus: è una donna bergamasca in Sicilia in gita turistica

martedì 25 Febbraio 9:06 - di Redazione

Primo caso di coronavirus a Palermo. «Abbiamo un sospetto caso positivo che è risultato tale dall’esame del tampone faringe». Arriva dal governatore siciliano Nello Musumeci la certezza. «Si tratta di una donna di origine bergamasca. Era in Sicilia assieme ad una comitiva turistica. Era a Palermo prima dell’inizio della emergenza in Lombardia».

Palermo, l’esame di laboratorio

«La procedura prevista dalle linee guida regionali ha consentito di determinare le azioni», aggiunge il governatore. «Dopo il 118 è stata confinata la persona assieme al marito. Quindi hanno ripetuto due volte l’esame di laboratorio. Sono stati confinati tutti coloro che hanno avuto contatti ravvicinati con la coppia. A loro nella notte hanno prelevato un campione salivare mediante tampone faringeo».

Palermo, informata la task force nazionale

«Abbiamo immediatamente informato la task force nazionale e l’Istituto Superiore di Sanità. Abbiamo così concordato le procedure da adottare. Siamo impegnati dalla notte a mettere in atto le procedure previste, che sono state immediatamente eseguite grazie al lavoro di questi giorni». Musumeci è in stretto contatto, da questa notte, con il sindaco Orlando e con il prefetto De Miro.

Il campione inviato allo Spallanzani

«Il campione esaminato al Policlinico di Palermo verrà immediatamente inviato allo Spallanzani per ulteriori verifiche. La signora,  in isolamento al reparto di malattie infettive dell’Ospedale Cervello, è pienamente cosciente. Mi hanno riferito che non presenta particolari condizioni di malessere. Ringrazio tutti gli operatori perché la macchina sanitaria regionale si è mossa con prontezza. E ha dimostrato di essere pienamente allertata. Al termine degli accertamenti daremo tutte le informazioni necessarie».

Musumeci: disposizioni già impartite

«Al momento – sottolinea Musumeci – restano ferme tutte le disposizioni già impartite. E cioè comunicare immediatamente la presenza nell’Isola per quanti provengano dalle c.d. “Zone gialle”. Inoltre, richiedere l’intervento medico nel caso di sintomatologia influenzale. Chiamare il numero unico a dell’emergenza e il proprio medico di famiglia».

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