Open Arms, Gasparri ci riprova: propone il no all’autorizzazione a procedere contro Salvini

martedì 18 Febbraio 15:21 - di Redazione
Open Arms foto Ansa

Open Arms, dopo il caso Gregoretti, conclusosi con l’ok del Senato a procedere contro Matteo Salvini, Maurizio Gasparri ci riprova. E, carte alla mano, anche per la Open Arms torna a proporre in giunta il no all’autorizzazione a portare l’ex ministro alla sbarra. Anche in questo caso…

Open Arms, Gasparri: no all’autorizzazione a procedere contro Salvini

Una richiesta precisa, quella di non concedere l’autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini, per la vicenda della nave Open Arms. È questa la proposta fatta dal presidente della Giunta per le autorizzazioni e le immunità del Senato, Maurizio Gasparri. Una richiesta contenuta nella relazione che lo stesso senatore azzurro ha letto di fronte all’organismo parlamentare. E in cui l’esponente forzista ha chiarito come, rispetto al caso della Gregoretti, nella vicenda della Open Arms «c’è un intervento esplicito del presidente del Consiglio» nei confronti del ministro dell’Interno. Soffermandosi, al termine della seduta dell’organo parlamentare, sulla differenza sostanziale rispetto alla vicenda della nave Gregoretti. Vexata quaestio di recente discussa e votato in aula a palazzo Madama.

«Su Open Arms ci fu un intervento diretto di Conte»

«In questo caso – ha spiegato infatti Gasparri – a un certo punto della vicenda, il presidente Conte interviene nei confronti del ministro Salvini, con uno scambio di lettere. E le cose che il presidente del Consiglio dispone, vengono attuate, indipendentemente dal giudizio diverso dell’allora ministro dell’Interno. Il quale si adegua a una direttiva impartita da una fonte gerarchica superiore all’interno del governo. Quindi, in questo caso – sottolinea il presidente della Giunta – il coinvolgimento del governo è ancora più nitido».

«Matteo Salvini ha agito nell’interesse nazionale»

Nel proporre il no alla richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini, il presidente della Giunta Gasparri ha ravvisato nell’azione dell’allora ministro dell’Interno di aver agito per salvaguardare il preminente interesse costituzionalmente rilevante. Lo ha sottolineato lo stesso Gasparri al termine della seduta dell’organo parlamentare, richiamando i requisiti previsti dalla legge n.1 del 1989. «Per quanto riguarda l’azione di governo – ha quindi concluso Gasparri – ho ritenuto che il ministro dell’Interno dell’epoca abbia agito nel rispetto dei profili di sicurezza, finalizzati al contrasto del rischio di infiltrazioni terroristiche».

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