Non vittime di Tito, ma “scivolati” nelle foibe: l’oltraggio del consigliere di Teramo agli italiani trucidati

giovedì 13 febbraio 16:43 - di Valeria Gelsi
foibe

E poco importa, a questa sinistra, che, come ricordato dallo stesso Tiberii e dal vicepresidente di Gioventù Nazionale, Francesco Di Giuseppe, le commemorazioni per le vittime delle foibe siano state istituite da una legge dello Stato, che quella drammatica pagina di storia sia stata definita una “sciagura nazionale dimenticata” dal presidente della Repubblica e, soprattutto, che le foibe siano state una vera e propria pulizia etnica da parte dei partigiani titini ai danni di persone innocenti che avevano la sola colpa di essere italiane.

Gli italiani massacrati? Nelle foibe ci sono “caduti”

Quest’ultimo passaggio, in particolare, è quello che sembra dare più sui nervi a Lancione e ai suoi – ancora troppi – sodali. L’ex esponente di Rifondazione comunista, passato alle cronache qualche anno fa per aver proposto la riapertura dei campi di concentramento con tanto di foto di Auschwitz, infatti, su Facebook ci ha tenuto a rilanciare con forza le sue tesi negazioniste. Lancioni, come si evince dai suoi post, vaga tra la tesi della “reazione alle violenze fasciste” al negazionismo totale. Non a caso, prima di riciclare citazioni a favore della tesi minimizzatrice, nel suo post ha scritto: “Così… tanto per cominciare dall’inizio! Poi magari parliamo anche delle foibe e di chi ci cadde dentro…. Se ne deduce insomma che per lui gli infoibati – pochi, naturalmente – sarebbero in realtà solo vittime di un qualche incidente. Gente caduta in quelle che una volta, su certi libri, venivano indicate come semplici “cavità carsiche”.

“Bastavano delle scuse”, invece…

Sarebbe bastato dire il consigliere Lancione ha sbagliato ed ha sbagliato tanto perché con il suo inopinato comportamento non ha mancato di rispetto solo all’assise civica del capoluogo, ma e soprattutto a diverse migliaia di italiani trucidati nelle foibe ed ai circa 300mila esuli dalmati, istriani e fiumani che per le milizie del maresciallo Tito avevano la sola colpa di essere italiani”, aveva ricordato Tiberii parlando del silenzio della maggioranza di centrosinistra teremana. Ma, a quanto pare, era stato fin troppo comprensivo. Per atteggiamenti del genere, infatti, non c’è scusa che tenga. E, d’altra parte, se Lancione se lo sono ripreso dopo la storia dei “campi da riaprire subito” è evidente che alla sinistra teramana piace così.

 

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