Meloni minacciata, la solidarietà della Segre: «Non vedo l’ora di fare una carezza alla sua bambina»

sabato 1 Febbraio 11:25 - di Giovanna Taormina
Meloni

«Cara Giorgia Meloni, appena rientrata da Bruxelles ho appreso delle orribili minacce ricevute da lei e da sua figlia. Da madre e da nonna, immagino la sua grande apprensione ed ammiro la forza d’animo che ha dimostrato in questo difficile periodo. Spero di avere l’occasione per fare personalmente una carezza alla sua bambina. Nel frattempo, desideravo trasmettere ad entrambe la mia più affettuosa solidarietà». Lo ha scritto la senatrice a vita Liliana Segre alla leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, vittima delle minacce di uno stalker.  In questi giorni Giorgia Meloni ha ricevuto numerossimi messaggi di solidarietà.

La presidente di FdI ha tenuto giovedì 30 gennaio la prima testimonianza nel processo che vede imputato Raffaele Nugnes per stalking. L’uomo lo scorso anno si è reso protagonista di ripetute minacce a Giorgia Meloni e, soprattutto, alla piccola Ginevra, la figlia di 3 anni che la leader di FdI ha avuto dal compagno Andrea Giambruno. Nel suo delirio, lo stalker sosteneva invece che la bimba fosse sua, rivendicandone con gravi minacce la custodia.

Giorgia Meloni, la testimonianza

«Ho paura per me e per la mia bambina. Sono spesso fuori casa e leggere quelle cose mi ha gettato nell’angoscia. Non dormo più la notte», aveva detto Meloni nel corso della deposizione davanti ai giudici della prima sezione penale di Roma. «Lui diceva che gliel’ho strappata, che la bambina era sua, che prima o poi sarebbe venuto a riprendersela a Roma», aveva raccontato ancora Meloni, che nel processo è parte civile. Nugnes, che è stato arrestato dalla Digos il 31 luglio nella provincia di Caserta, è accusato di aver scritto messaggi di natura minatoria e diffamatoria sulla propria pagina Facebook.

«Il mio modo di vivere è cambiato»

«Io non l’ho mai incontrato – aveva detto ancora Meloni – né a Garbatella né in altri posti a Roma. Né mai sentito per telefono. Ma dalla lettura di quei messaggi che mi sono stati segnalati il mio modo di vivere è cambiato». La leader di FdI aveva ricordato di essere spesso fuori casa e ha spiegato che quelle minacce hanno «enormemente accresciuto il mio stato d’ansia».

 

 

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