Le occupazioni dei compagni non si toccano: il piano di Raggi e Pd per salvare gli abusivi

sabato 15 febbraio 17:51 - di Natalia Delfino
raggi

Lo sgombero degli immobili occupati abusivamente a Roma non sembra essere proprio più una priorità per Virginia Raggi. Il Campidoglio, infatti, sarebbe pronto ad affossare il piano varato dalla prefettura a luglio scorso. Un nuovo corso che va di pari passo con la ritrovata armonia con il Pd: già a fine estate l’amministrazione grillina aveva tirato il freno a mano ritrovandosi in sintonia con la sinistra. Ora sarebbe pronta a compiere un ulteriore passo.

Il Campidoglio pronto ad affossare gli sgomberi

È Il Messaggero a fare il punto sul fatto che le indicazioni della prefettura sono rimaste totalmente disattese. Il quotidiano rileva che “grillini e dem romani sono pronti a marciare compatti per insabbiare definitivamente il crono-programma, pur lentissimo, stilato solo pochi mesi fa”. Ci sarebbe anche una data: giovedì prossimo, quando l’Assemblea capitolina è convocata in seduta straordinaria proprio per parlare delle occupazioni abusive.

I “compagni” non si toccano

Ma come si spiega questo ripensamento? La risposta sembra risiedere nel combinato disposto dell’alleanza sancita tra Pd e M5s, a livello nazionale come locale, e della lista degli stabili da sgomberare, tutti nelle mani di centri sociali & co tanto cari alla sinistra istituzionale. Ciò che è certo è che nessuno dei due sgomberi previsti per il 2019 (lo stabile di via del Caravaggio a Tor Marancia, occupato da 1 anni, e quello di via Tempesta a Torpignattara, occupato dal 2009) è stato realizzato. E che è di là dall’essere messo in atto anche il primo sgombero fissato per il 2020, quello dello stabile di via Prenestina 944, in calendario per marzo.

La sintonia tra Raggi e il Pd

A smuovere Pd e M5S da questo immobilismo non sono serviti neanche gli appelli della Prefettura, che ha ricordato le sentenze di risarcimento milionario a favore delle proprietà degli immobili, che dovrebbero essere pagate dalle casse pubblico. “E quindi da tutti i contribuenti”, sottolinea Il Messaggero. Si parla di un potenziale esborso da 50 milioni di euro solo per Tor Marancia e via Prenestina. Ma Raggi ormai da qualche mese da quest’orecchio non sembra sentirci più, mentre pare cogliere benissimo certe parole d’ordine sussurrate da sempre dal Pd e sostanzialmente riassumibili in un “i compagni e le loro occupazioni non si toccano”.

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