La supercazzola delle Sardine al “Fatto”: «Noi come l’amore. Inizia la fase matura»

martedì 18 febbraio 16:45 - di Valerio Falerni
Sardine

Tra democratici «gentili» e Sardine il cognome non serve. Basta il nome, come bastava la parola per quel famoso purgante della réclame di Carosello. E poi citarsi per nome, pur pubblicamente dalle pagine del Fatto Quotidiano, fa più trendy di quanto non faccia appellandosi ai cognomi, sempre così stancamente ufficiali, notarili, ammuffiti. E allora il «cara Nadia, cari Moni, Pif, Roberto, Sandro e Stefano» firmato  «Andrea, Giulia, Mattia e Roberto» (in rigoroso ordine alfabetico) è già così un quadro che non ha bisogno di alcuna cornice per fare la sua porca figura alla parete.

Il giornale di Travaglio: «Cosa farete da grandi?»

Un occhio appena allenato lo coglie sin da questa intimità squadernata che la rivoluzione è in marcia e che le Sardine non si faranno risucchiare dalle logiche e dalle leggi della politique politicienne. Come i loro antenati grillini in via d’estinzione, sottinteso. E ai Nadia, Moni e compagnia cantante che chiedono cosa faranno da grandi, se  continueranno a intasare le piazze senza per questo affollare le segreterie, le Sardine dicono e non dicono. Anzi, si spezzano ma non si spiegano. E, per supercazzola, ricorrono all’Amore (con la maiuscola) come metafora della loro possibile evoluzione. Quello che vivono ora è frutto di una «fase iniziale di stordimento, di fascino vissuto come tensione costante». Sanno, però, che invecchiandosi quello stesso amore è destinato a perdere «un po’ di quella spinta» trasformandosi «in una tensione meno bruciante ma, magari, più solida e duratura».

Le Sardine si spezzano, ma non si spiegano

Le Sardine, insomma, non promettono la rivoluzione permanente perché non garantiscono l’innamoramento politico a oltranza. Del resto, sono del tutto sprovviste di incendiari di anime. Ma questo è niente. Il vero guaio è che per colpa dell’ostentato culto per il bon ton, le Sardine difettano soprattutto di veri coatti. Già, avessero potuto aggiungere ai nomi dei firmatari anche i nomi di Jessica e Ivano, una soluzione amorosa con annesso amplesso alla «‘o famo strano» avrebbe finito davvero per spiazzare tutti.

Commenti

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  • ANTONIO GIOVANNETTI 18 febbraio 2020

    Inizia la fase matura aaa!!! AH Ah ah Altro che maturi, sono già marciti. Vedi la figura che hanno fatto oggi a Napoli… C’erano solo i cartelli e nessuno che li reggeva in piedi. Povero Mattia, torni a casa a mani vuote … Vai al maneggio e datti all’ippica !!!

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