Imprese allo stremo. Commercio e turismo nella morsa del coronavirus: perdite per miliardi

lunedì 24 Febbraio 17:49 - di Michele Pezza
Coronavirus

Poco meno di sei punti percentuali in meno sull’indice Mib della Borsa di Milano. Una mazzata terribile. Rischia di accartocciarsi come cartapesta l’economia italiana. Se in termini sanitari il coronavirus si sta rivelando una bruttissima gatta da pelare, sotto il profilo economico rischia di trasformarsi in un autentico flagello. Non v’è comparto produttivo che non abbia già  fatto scattare l’allarme. Dalle organizzazione di commercio, turismo, agricoltura, microimprese è pressante l’esortazione al governo a concentrare gli sforzi affinché il day after non trovi solo macerie. I provvedimenti varati in fretta e furia dal governo sono destinati ad esaurirsi nell’effetto-tampone. Vanno bene per l’emergenza, ma non servono per riacciuffare la crescita. «Servono misure eccezionali per scongiurare la paralisi e la recessione», ha avvertito Giorgia Meloni offrendo la disponibilità  di FdI «per raggiungere questo scopo».

Il coronavirus ha messo in ginocchio la parte più produttiva del Paese

Confesercenti stima in mezzo miliardo di euro l’impatto negativo sulle attività di commercio al dettaglio. E la stima potrebbe variare in peggio. L’altro fronte caldo è quello delle microimprese con meno di dieci dipendenti. In Italia se ne contano quattro milioni. In questo caso il problema principale è quello del credito e, di conseguenza, quello degli stipendi da corrispondere ai dipendenti. La morsa del coronavirus ha attanagliato Lombardia e Veneto. Quest’ultimo, soprattutto, è terra di capannoni e quindi di un modello socio-produttivo imperniato proprio sulla piccola impresa. In molte rischiano la chiusura. Solo il tempo dirà se il “pronto soccorso” annunciato da Intesa Sanpaolo, gruppo bancario leader, avrà prodotto qualche effetto. L’istituto si è detto «pronto a intervenire a sostegno delle famiglie e delle aziende interessate direttamente e indirettamente». A beneficiarne, anche le realtà  imprenditoriali che hanno scambi con la Cina.

Cinque miliardi di perdita solo nel turismo

L’intervento, si legge in una nota, prevede la possibilità di «richiedere la sospensione per 3 mesi delle rate dei finanziamenti in essere, per la sola quota capitale o per l’intera rata, per tutte le famiglie residenti e per tutte le aziende con sede operativa nei comuni oggetto di ordinanza». Il grido di dolore arriva anche da Federturismo. La vicepresidente Marina Lalli considera ormai superata la prima previsione che stimava una perdita di cinque miliardi di euro in un settore che rappresenta il 10 per cento del Pil e oltre quattro milioni di addetti. «Anche nel caso di una rapida soluzione del problema per il nostro settore – aggiunge la Lalli – la stagione è compromessa: oltre alle migliaia di cancellazioni, si aggiungono le mancate prenotazioni per tutto il secondo semestre 2020, normalmente gia  a buon punto in questa parte dell’anno». Morale: Federturismo ha chiesto a Conte lo stato di crisi per l’intero comparto.  

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