Il compagno Vauro fuori di testa: il Giorno del Ricordo è trucida propaganda fascista

lunedì 10 febbraio 17:02 - di Redazione
Vauro

Il compagno Vauro Sanesi alza il tiro. Non è la prima volta che prende le distanze dal ricordo dei martiri delle foibe ma stavolta il suo affondo è particolarmente virulento.

“La Giornata del Ricordo non può essere trasformata in quella della dimenticanza. Purtroppo quando la pietà umana diventa un alibi, per il modo in cui è stato istituito il Giorno del Ricordo diventa un volgare e trucido strumento di propaganda sovranista e neofascista”. Queste le sue parole in un’intervista con l’Adnkronos.

Poi se la prende con il nemico principale, secondo lui. Cioè Matteo Salvini. “Salvini parla di vittime del comunismo? Ed io trovo ripugnante l’uso strumentale di questa ricorrenza” . Non risparmia critiche al presidente Mattarella: “Mattarella finalmente ha dichiarato che le responsabilità fasciste nella Shoah sono equiparabili a quelle naziste. Ed ha smantellato il mito degli italiani ‘brava gente’. Non capisco perché sulla Giornata del Ricordo non abbia applicato lo stesso rigido criterio, parlando di ‘angherie’ fasciste invece che di crimini di guerra”.

Vauro annulla il significato del Giorno del Ricordo

“Premetto che – afferma il vignettista – non posso non condividere la pietà umana per le vittime e gli orrori della seconda Guerra Mondiale nel mondo. Ma concordo con la Serracchiani: la giornata del Ricordo è il palcoscenico della destra sovranista. In Jugoslavia – rimarca Vauro – ci sono stati crimini di guerra fascisti, i primi campi di concentramento”.

Vauro sposa la tesi giustificazionista secondo cui le foibe furono una reazione ai crimini del nazifascismo. “Il nostro Paese – prosegue – aveva il ruolo del carnefice in Jugoslavia, storicamente e letteralmente. Con questa verità non abbiamo mai fatto i conti. Ma oltre la giustizia umana c’è la giustizia storica e le colpe dei carnefici non possono essere nascoste dietro la pietà umana per le vittime. L’uso strumentale di questa ricorrenza è dunque disgustoso. Perché non c’è un momento in cui si ricordano le vittime jugoslave? O i molti militari dell’esercito italiano che nel Montenegro si unirono ai partigiani jugoslavi, in quanto consapevoli della violenza a cui si era arrivati? La pietà per le vittime – riflette concludendo il vignettista – non può diventare uno strumento auto-assolutorio o di propaganda becera”.

A Vauro replica La Russa

“A me ripugna ciò che Vauro dice sulle Foibe e sul Giorno del Ricordo – risponde Ignazio La Russa commentando le parole del vignettista – Ma se la verità è quella che raccontano lui e l’Anpi negazionista mi chiedo perché per decenni non ne hanno mai parlato. E anzi hanno cercato in tutti i modi di cancellare dalla memoria nazionale foibe e dramma degli esuli”. “Per fortuna -continua l’esponente di Fdi- presidenti della Repubblica come Ciampi (conferì medaglia d’oro a Norma Cossetto) e oggi Sergio Mattarella hanno fatto opera di verità rispedendo al mittente ogni tentativo negazionista tanto caro a Vauro. Anche loro pericolosi nazi-fascisti? Anche loro in errore come chi come me, nel 2004 (ero capogruppo di Alleanza Nazionale e secondo firmatario della legge) istituì in Parlamento il Giorno del ricordo?”.

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