Il capo dei Servizi apre a Huawei: “C’è il libero mercato”. Urso: “Conte riferisca subito”

venerdì 28 Febbraio 16:19 - di Viola Longo
huawei

Scontro ai vertici della sicurezza nazionale sul tema del 5G, l’ultima generazione di tecnologie per la telefonia mobile. A scatenare perplessità sono, in particolare, le posizioni assunte dal direttore del Dis, il Dipartimento per le informazioni di sicurezza, Gennaro Vecchione, che ha fatto un’ampissima apertura al mercato, in netta controtendenza con gli indirizzi espressi dal Copasir e registrati come “da valutare con attenzione” dal ministro della Difesa, Lorenzo Guerini. Una situazione nella quale va ricordato che il premier Giuseppe Conte continua a mantenere per sé la delega ai Servizi, anche dopo l’affaire Barr. Al centro della questione c’è, di fatto, il ruolo della cinese Huawei.

Il Copasir: considerare molto seriamente il caso Huawei

Mesi fa Trump indicò il colosso cinese della telefonia come una minaccia per la sicurezza nazionale americana. Accusandolo, sostanzialmente, di essere un apparato di spionaggio al servizio di Pechino. L’Italia non è mai arrivata a posizioni così drastiche. Ma ha affrontato il problema a dicembre nella relazione “sulle politiche e gli strumenti per la protezione cibernetica e la sicurezza informatica”. In quel testo si invitavano “il governo e gli organi competenti” a “considerare molto seriamente” la possibilità di “limitare i rischi per le nostre infrastrutture di rete. Anche attraverso provvedimenti nei confronti di operatori i cui legami, più o meno indiretti, con gli organi di governo del loro Paese appaiono evidenti“.

Per il capo dei Servizi conta più il mercato?

Quella risoluzione, subito ribattezzata anti Huawei, fu accolta dal ministro della Difesa come “indicazioni da valutare con attenzione”, anche alla luce del dibattito esistente a livello internazionale. Ma ora, a due mesi di distanza, arriva il capo dei Servizi a dire cose diverse. In particolare, Vecchione, in un’intervista al Sole24ore di oggi ha sostenuto che “non si può dilatare sino all’estremo il concetto di sicurezza nazionale, a meno che non si ritenga di abbandonare il modello di economia aperta”. Una dichiarazione che molti hanno letto come una sorta di “porte aperte a Huawei”. Ovvero come una sconfessione delle posizioni assunte dal Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica e dal ministro della Difesa.

Urso: “Conte riferisca con urgenza”

“Purtroppo manca una autorità delegata. Credo che si renda sempre più urgente una audizione del presidente del Consiglio/Autorità delegata al Copasir a fronte delle diverse e contraddittorie posizioni espresse da componenti di governo e ora anche del direttore del Dis. Soprattutto in riferimento a quando sembra stia accadendo in merito alle forniture alle aziende per la realizzazione delle reti 5G persino in aeree strategiche e nel sistema core”, ha commentato il vicepresidente del Copasir, Adolfo Urso, parlando con il giornale Start Magazine, attentissimo a tutto ciò che riguarda le tecnologie.

 

 

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