Russiagate, le prove Usa che sbugiardano Conte. E ora “Giuseppi” rischia davvero

sabato 26 ottobre 14:50 - di Valeria Gelsi
conte

La faccenda era già delicatissima nelle premesse: il “ministro della giustizia” americano che incontra, in gran segreto e fuori da ogni protocollo, i vertici degli 007 italiani. Ma ora, dopo che è andato al Copasir a riferire che in quell’incontro non c’era nulla di strano, per Giuseppe Conte il Russiagate americano rischia di diventare davvero, irrimediabilmente esplosivo. Perché ora dagli Stati Uniti (e non solo) arrivano notizie che fanno pensare che Conte non l’abbia detta tutta. Che si sia sottratto alla verità anche di fronte all’organo parlamentare di controllo sui servizi segreti. Non esattamente una cosuccia da niente.

Belpietro: «Dagli Usa una mazzata per Giuseppi»

Dagli Usa arriva una mazzata: gli Stati Uniti avrebbero appurato un coinvolgimento dei nostri servizi nel caso Spygate, cose che il presidente del consiglio aveva appena negato. È una catastrofe diplomatica”, scrive Maurizio Belpietro su La Verità, in un lungo articolo che svela la falla del racconto di Conte al Copasir e all’opinione pubblica italiana. “L’altra sera Fox news, un’emittente americana molto vicina a Trump, in un servizio dedicato al caso, ha fornito la versione a stelle e strisce, sostenendo che a Roma l’attorney general William Barr e il procuratore John Durham avrebero raccolto nuove prove che allargano l’indagine, al punto che Durham ora vorrebbe interrogare i vertici dell’intelligence nominati da Barack Obama».

La spy story tra Washington e Roma

Com’è noto, buona parte della storia ruota intorno alla figura del misterioso professore maltese con cattedra alla Link University di Roma, Joseph Mifsud. Si tratta di una figura considerata centrale in questa spy story di complotti americani, nella quale si adombra anche un ruolo dell’Italia ai tempi del governo di Matteo Renzi. In estrema sintesi, il sospetto su cui lavora oggi l’amministrazione Usa è che il Russiagate, con cui si è cercato di incastrare Trump, nasca in realtà come “trappolone” ordito ai danni di The Donald da Obama, con un appoggio esterno da parte dell’Italia renziana, che avrebbe fornito coperture a Mifsud.

L’inchiesta sul Russiagate rischia di travolgere Conte

E proprio prove su Mifsud sono venuti a cercare in estate Barr e Durham, che stanno conducendo una contro-inchiesta rispetto a quella precedente e arcinota del procuratore Mueller. Prove che, secondo Fox news, sarebbero state trovate. Ma chi le ha fornite?, si chiede Belpietro. “Conte dice che gli 007 italiani non sapevano nulla dell’attività di Mifsud, ma Barr e il procuratore, secondo la Fox, sembrano dire altro. Anzi: gli americani avrebbero in mano la memoria dei cellulari di Mifsud e perfino una registrazione. Dunque, in questa storia di spie, di dossier e di guerre senza esclusione di colpi fra democratici e repubblicani, qualcuno non la racconta giusta. E il sospetto è che a non dire tutto sia uno dei nostri”. “Per Giuseppi – chiosa quindi il direttore de La Verità – ci sono altre domande in arrivo”.

“Il Foglio” svela i movimenti di Mifsud

Anche perché un ulteriore carico da novanta ce lo mette un’altra inchiesta giornalistica di oggi, firmata da Il Foglio. Il quotidiano è entrato in possesso dei movimenti di una carta di credito inglese di Mifsud. Ne emerge che, tra il luglio e l’ottobre 2018, “mentre tutto il mondo lo cercava”, girava indisturbato per l’Italia. Da Ostia a Orbetello, dal lago di Bracciano a San Gimignano, fino al parco dei mostri di Bomarzo. “Le transazioni economiche (di Mifsud, ndr) non sembrano descrivere la condizione di un ricercato o di una persona che teme per la sua incolumità, ma quelle di un uomo in vacanza“, scrive Il Foglio, rivelando che il professore deve aver alloggiato a Roma, tra i Parioli e la Pisana. “Uno se lo immagina nascosto in qualche covo, magari sotto protezione, ma sicuramente senza molta libertà di movimento. E invece lui girava liberamente, sembra senza molte preoccupazioni”, sottolinea ancora il Foglio, aprendo a nuove domande per “Giuseppi”.

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