Giustizia, una riforma dovrà essere al primo posto del nuovo governo di centrodestra

domenica 9 Febbraio 20:08 - di Giancarlo Cremonini

La giustizia e il suo non funzionamento sono diventati il problema numero uno nell’agenda politica del nostro Paese. A parte le convulsioni del governo giallo rosso sulla questione della prescrizione, non passa giorno senza che si debbano leggere notizie preoccupanti. Assoluzioni o scarcerazioni per persone accusate di avere offeso o aggredito le forze di Polizia. O pesanti condanne a carico di agenti. Magari rei di avere usato una “forza eccessiva” negli arresti. Dall’altro di onesti cittadini rei di essersi difesi da aggressione e rapine esercitando il sacrosanto diritto alla legittima difesa. Queste quotidiane notizie danno una immagine di una magistratura che sembra simpatizzare più per chi commette i reati piuttosto che per chi è incaricato dallo Stato di prevenirli e reprimerli. Una magistratura che appare sempre più materna verso chi delinque e sempre più matrigna verso chi cerca di opporsi alla criminalità.

Giustizia, nessun governo ha risolto il problema

I governi che si sono susseguiti da 1995 ad oggi non hanno risolto il problema, e nemmeno scalfito, perchè i tentativi di riforma della magistratura sono andati sempre a cozzere contro il dogma costituzionale della indipendenza della stessa. Buona parte della patologia della giustizia italiana nasce dal fatto che il nostro sistema penale è fortemente sbilanciato dal lato della pubblica accusa mentre la difesa rimane fortemente penalizzata. Il fatto che il Pubblico ministero e il magistrato giudicante facciano parte dello stesso ordine giudiziario, magari amici e conoscenti di lunga data e abbiano anche fatto il concorso in magistratura insieme certo non aiuta a garantire la piena terzietà del giudizio.

L’avvocatura, che svolge l’importantissima funzione di difesa del cittadino sotto accusa, si trova obiettivamente in svantaggio rispetto alla Pubblica Accusa la quale non solo può contare sui potenti mezzi della Polizia giudiziaria ma ha anche una evidente vicinanza e affinità con i giudici che devono emettere la sentenza.

Perché non prendere esempio dagli Usa?

Per rimediare a questa imperfezione del nostro sistema giudiziario basterebbe, senza violare alcuna norma di rango costituzionale o l’indipendenza dell’ordine giudiziario, adottare il sistema delle giurie popolari che è vigente in tutti i Paesi di Common Law come gli Usa e il Regno Unito. La presenza della giuria, infatti, rende il processo molto più equo ed equilibrato. Il giudice infatti svolge solo la funzione di arbitro che deve far rispettare le regole di procedura nel dibattimento. Mentre il Procuratore distrettuale, cioè la pubblica accusa, ha l’onere di convincere la giuria, composta da un certo numero di cittadini, della colpevolezza dell’imputato aldilà di ogni ragionevole dubbio.

La Common law garantisce un maggior equilibrio

Nel processo penale accusatorio di Common Law vi è quel sostanziale equilibrio che purtroppo non è dato rinvenire nel sistema italiano. Molti giudici, nei Paesi anglosassoni, provengono dalla Avvocatura secondo il sistema cosiddetto di Bar and Bench cioè di osmosi tra avvocatura e magistratura. Ciò che rende un sistema penale molto più garantista e civile. Perché fornisce all’imputato maggiori garanzie di essere giudicato obiettivamente. Fatte salve, ovviamente, le disfunzioni e le patologie che ancora esistono in alcuni Stati degli Usa. Una giuria composta da cittadini onesti certamente sarà molto più restia a condannare un uomo delle forze dell’ordine. Oppure una persona che si è difesa da una aggressione rispetto a un giudice monocratico mosso magari da inconfessate simpatie ideologiche.

La Giustizia al primo posto nell’agenda di governo

Qualora il centro destra tornasse al governo dopo l’infausto intermezzo del Conte bis, sarebbe opportuno prendere in considerazione una riforma del nostro sistema penale. Riforma che non violerebbe l’indipendenza dell’ordine giudiziario sancita dalla Carta fondamentale. Un sistema basato sulle giurie popolari riavvicinerebbe la giustizia al popolo italiano. E ridarebbe allo stesso quella sovranità che gli spetta non solo per dettato cosituzionale, ma per diritto naturale.

Commenti

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  • moraldi 10 Febbraio 2020

    NO!!!!!! prima le riforme dello stato,repubblica presidenziale , riforma della costituzione, democrazia diretta!!!!!!!

  • Rodolfol 10 Febbraio 2020

    Il padre della magistratura repubblicana fu togliatti, il che la dice lunga. Cambiare le regole per le assunzioni , separazione delle carriere e per i pm prima delle nomine 6 mesi di radiomobile e sei mesi di ordine pubblico. Eliminazione dell’obbligatorietà dell’azione penale. Esame anti droga e psicologico. Sciogliere le associazioni. Ma sarà quasi impossibile.

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