FdI mette all’angolo Zingaretti: «Ora ci dica come affronterà l’emergenza coronavirus per le imprese»

24 Feb 2020 18:17 - di Redazione
FdI sferza Zingaretti sul coronavirus in Regione foto Ansa

L’emergenza coronavirus arriva nel cuore del Consiglio Regionale del Lazio alla Pisana. Questa mattina, insieme ai gruppi di Lega, Forza Italia, Energie per l’Italia ed a altri consiglieri, hanno depositato una richiesta particolare. Quella per la convocazione del consiglio straordinario. E in una nota congiunta gli esponenti di Fdi, spiegando perché sarebbe assurdo parlare di ordini del giorno quando tutta l’attenzione è sull’emergenza Coronavirus, hanno posto all’attenzione di Zingaretti una serie di questioni. Questioni per l’appunto emergenziali, da mettere al centro del dibattito. «Per questo motivo – scrive FdI –  sarebbe opportuno che mercoledì prossimo, nella seduta di Consiglio regionale già convocata, si affronti l’emergenza Covid 19».  

FdI a Zingaretti, come affronterà l’emergenza coronavirus per le imprese?

«Il Presidente della Giunta, nonché Commissario adActa, Nicola Zingaretti, riferisca in Aula su quali misure intende mettere in campo per affrontare l’emergenza». Lo dichiarano gli esponenti FdI in una nota. E subito aggiungono interrogativi sulla disposizione o meno delle «opportune profilassi contro la diffusione della malattia infettiva». Chiedono se Zingaretti abbia predisposto «le regole sulla quarantena con sorveglianza attiva per quattordici giorni, eventualmente da impiegare. E se il presidente della Regione abbia «adottato adeguate misure di prevenzione e controllo delle infezioni per proteggere il personale sanitario».

Quale il piano per i danni all’economia e alle attività commerciali e turistiche

«Personale sanitario che, come noto, entra in contatto con i pazienti più spesso di quanto non faccia la popolazione generale». Infine, concludono gli esponenti di Fratelli d’Italia alla Regione Lazio – vorremmo sapere se verrà predisposto un piano per «i danni all’economia e alle attività commerciali e turistiche. Già in difficoltà prima dell’emergenza sanitaria, ma che ora rischiano di ricevere un altro pesante colpo».

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