Coronavirus, era in crociera lo straniero ricoverato allo Spallanzani. Tedesco: “Ora pensare ai porti”

lunedì 3 Febbraio 15:22 - di Redazione
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L’irlandese ricoverato in rianimazione all’Istituto Spallanzani di Roma dalla tarda serata di ieri, come sospetto caso di coronavirus, era a bordo della nave da crociera Msc Grandiosa attraccata alle 7,30 di ieri al porto da Civitavecchia. Proveniente da Genova e partita poi per Palermo, dove attualmente si trova, la nave viaggiava con oltre 6mila passeggeri. Fra questi 371 di nazionalità cinese, esaminati da personale dell’Usmaf (sanità marittima).

La profilassi per il coronavirus scattata in ritardo

La nave è ripartita ieri alle 19, con un’ora di ritardo rispetto al previsto. Pur non presentando sintomi in seguito ai controlli medici eseguiti a bordo, le autorità non avrebbero autorizzato lo sbarco dei cittadini cinesi. Ugualmente avrebbero bloccato anche l’imbarco di altri passeggeri cinesi, che pure si erano presentati sotto bordo. A Civitavecchia, tuttavia, sarebbero stati fatti sbarcare tutti gli altri passeggeri, compreso il turista irlandese affetto da sindrome da vomito e trasportato al pronto soccorso dell’ospedale San Paolo di Civitavecchia da un’ambulanza del 118. A quel punto sarebbe emersa una polmonite che ha fatto scattare, su indicazione dell’Istituto Spallanzani, la profilassi prevista dal coronavirus. Solo da quel momento in poi, dunque, sono scattate importanti misure di sicurezza sanitaria e il personale si è adeguatamente schermato. Il crocierista è stato quindi trasferito allo Spallanzani di Roma d’urgenza, dove è tutt’ora ricoverato.

Le falle nel sistema di comunicazione

Dalla vicenda emergono le falle del sistema di controllo dei trasporti, nell’ambito del quale il blocco dei voli diretti dalla Cina appare ancora di più come una misura di facciata. La vulnerabilità del sistema portuale, del resto, era già emersa l’altro giorno con l’allarme, poi rientrato, della Costa Smeralda. In quel caso fu solo la determinazione del sindaco, Ernesto Tedesco, a impedire che i passeggeri fossero sbarcati prima del risultato definitivo delle analisi dello Spallanzani sui due casi sospetti. Oggi, al termine della riunione dell’unità di crisi sull’emergenza coronavirus, convocata da lui stesso, il primo cittadino ha sottolineato che “senza creare allarmi ingiustificati, è evidente per i due casi avvenuti in pochissimi giorni e pur in bassa stagione, il porto è esposto a quel rischio che lo stesso governo ha indicato esistere per i prossimi sei mesi. Di qui la necessità di evitare difetti di comunicazione“.

Il sindaco: “Ora si rifletta su come gestire i porti”

“L’Amministrazione comunale – ha avvertito Tedesco – deve essere tenuta costantemente al corrente“. “Il ministero della Salute ha riconosciuto le modalità utilizzate giovedì scorso come prassi da adottare per il traffico marittimo. Quindi, in caso di sospetto caso di infezione, prima dell’esito dei test da parte dell’Istituto Spallanzani, non scende nessuno. Auspico comunque – ha concluso il primo cittadino di Civitavecchia – una riflessione sul comportamento da tenere per i porti, soprattutto dopo la limitazione dei voli nazionali”.

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