Carola Rackete ora riceve pure “l’applauso” della Cassazione: “Da parte sua adempimento del dovere”

giovedì 20 febbraio 15:37 - di Viola Longo
carola rackete

La Cassazione scrive un’altra pagina nel processo di beatificazione di Carola Rackete. I supremi giudici infatti hanno ritenuto “corretta” la decisione del Gip di Agrigento di non convalidare l’arresto della comandante della Sea Watch 3 perché – si evince leggendo le motivazioni della sentenza del 17 gennaio, pubblicate oggi – lei ha fatto solo il suo dovere. Anche speronando la nave della Guardia di Finanza.

Le “prodezze” di Carola Rackete

Com’è noto, la comandante della Sea Watch 3, dopo aver forzato il blocco che le impediva di portare la nave con 42 migranti all’interno delle acque territoriali italiani, decise anche sarebbe approdata a Lampedusa a ogni costo. Così, nell’eseguire quella manovra proibita, finì anche per speronare la nave della Guardia di Finanza che le impediva il passaggio. Per questo fu posta agli arresti, salvo poi essere scarcerata per decisione del Gip.

Per la Cassazione ha fatto solo il suo dovere

Ora i giudici di piazza Cavour, che con la loro decisione di gennaio hanno respinto il ricorso della Procura contro la scarcerazione, ci fanno sapere attraverso le motivazioni che agì “in adempimento del dovere di soccorso in mare”. “L’obbligo di prestare soccorso non si esaurisce nell’atto di sottrarre i naufraghi al pericolo di perdersi in mare, ma – scrivono – comporta l’obbligo accessorio e conseguente di sbarcarli in un luogo sicuro“. Dunque, anche per loro, come per la gip di Agrigento Alessandra Vella, Rackete, non ha commesso il reato di resistenza e violenza a nave da guerra. Anche perché, scrivono gli ermellini, “le navi della Guardia di finanza sono certamente navi militari, ma non possono essere automaticamente ritenute anche navi da guerra”.

Un “invito” a fare dell’Italia il campo profughi d’Europa

«La Corte Suprema italiana ha confermato oggi che non avrei dovuto essere arrestata per aver salvato delle vite», twittò dopo la sentenza Rackete. «Questo – aggiunse – è un verdetto importante per tutti gli attivisti di salvataggio in mare! Nessuno dovrebbe essere perseguito per aiutare le persone bisognose». L’indirizzo, dunque, è chiarissimo: chiunque può decidere di fare del nostro Paese il “campo profughi d’Europa”, speronando anche una nave militare in servizio, e farla franca. Anzi, ricevendone anche un plauso per il proprio senso del dovere. Non a caso la stessa Rackete si è già detta disponibile a reiterare.

Commenti

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  • Paolo 21 febbraio 2020

    La signora Carola doveva aiutare persone bisognose: va bene ; ma al momento dei fatti non batteva bandiera Olandese e non doveva portare i bisognosi in Olanda, Invece no dal punto di raccolts ha puntato su lampedusa,bivaccando un po’ di giorni prima di speronare la barca italiana.Queste gravi cose perchè non vengono prese in esame?

  • giovanni vuolo 20 febbraio 2020

    Che vergogna. Poveri italiani, nelle mani di chi sono finiti !!!!! Però la colpa non è sempre degli altri. Un popolo che per circa il 30 % ha votato 5S, forse merita anche questa gogna. Dispiace per chi subisce, per chi ha fatto scelte diverse e responsabili, e deve continuare a subire la follia di quattro imbecilli. Ma il tempo è galantuomo, e forse verrà il giorno che le persone per bene potranno respirare aria pura, e che i giudici politicizzati dovranno rispondere anche loro delle proprie malefatte, davanti al tribunale del popolo. E forse anche davanti al tribunale di quei magistrati onesti e laboriosi, che sono le prime vittime di togati irresponsabili e spregiudicati ,che gettano fango sull’intera categoria, formate in maggior parte da persone oneste e preparate; ma si sa, nella vita gli eversivi, anche se minoranza, fanno più fragore degli altri. VERGOGNA.

  • Teresa 20 febbraio 2020

    In italia occore una guerra contro I magistrati da parte di tutti I cittadini e levare dalle loro mani tutto questo diritto di didifendere ingiusti, scorretti e disirispettosi del nostro territorio, mentre ce in galera gente incolpevole che per colpa loro si trovano li.

  • Franco Cipolla 20 febbraio 2020

    Ormai siamo totalmente allo sbando. Una grande parte della magistratura che giudica con le sinapsi sfarfallate. Una magistratura che non tutela chi gli paga lauti stipendi, ma una magistratura arrogante , politicizzata che sputa sentenze da far rivoltare nella tomba che ha sacrificato la sua vita sui campi di battaglia per difendere il proprio paese.Uno schifo. Mi vergogno di essere associato a certi conterranei e mi struggo a veder violato giorno dopo giorno il diritto di essere tutelato con buon senso dalle istituzioni, a veder calpestato il diritto di sentirmi orgogliosamente Italiano. Auguro a quella parte di magistratura politicizzata e priva di ogni etica morale che continua con questo vergognoso atteggiamento di essere un giorno costretta a subire le stesse angherie e sopraffazioni. Viva la destra conservatrice, viva i miei conterranei che amano il paese che ha dato loro i Natali, viva la giustizia vera, quella dei giusti diritti e dei giusti doveri, quella che protegge i deboli e che punisce i colpevoli, quella che s’innalza al di sopra della politica e che protegge la nostra cultura e le nostre sacrosante tradizioni.

  • gilberto metalli 20 febbraio 2020

    che schifo.

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