Capuozzo il ritorno, «sorrido amaro»: dopo l’attacco ai buonisti passa a Sala a spasso per la Chinatown milanese

lunedì 24 febbraio 19:06 - di Redazione
Capuozzo e Sala montaggio foto Ansa

Toni Capuozzo, il ritorno. Già, perché a giudicare dalla determinazione. Dalla precisione di rimandi. Come dall’attendibilità delle argomentazioni. Per nomn parlare dei toni veementi, laddove non proprio risentiti, il giornalista, già inviato di guerra, barricato nella trincea social, torna a parlare di Coronavirus. Di buonisti controproducenti. Di allarmismi inutili e polemiche strumentali. E dopo aver tuonato contro i “buonisti” dell’ultim’ora, all’indice del cronista per aver sottovalutato il cornavirus e l’impatto sul Paese, è passato all’attacco frontale. E nel centro del suo mirino finisce il sindaco dem di Milano, Beppe Sala.

Toni Capuozzo all’attacco del sindaco Sala

E così, come rilanciato in queste ore da Il Giornale, il giornalista torna a parlare di Coronavirus. Di buomismo autolesionista. Di sproloqui inutili su xenofobia e razzismo. E sulla sua pagina Facebook posta: «Dove gli uni organizzavano prevenzione, gli altri predicavano contro un razzismo che in genere si esplicava nel disertare i ristoranti cinesi». Tanto per sottolineare come una certa ipocrisia politically correct, da un alto ha portato la solita intellighenzia militante a nutrirsi di riso alla cantonese e spring rolls, tanto per contrastare un presunto clima di xenofobia da Covid-19. Dall’altro, ha gioco forza indotto a una sottovalutazione del problema che ora è esploso in tutto il suo potenziale drammatico. E Capuozzo sottolinea la terribile contraddizione…

Il giornalista tuona contro i buonisti che…

Dunque, venendo ai post, sulla sua pagina Facebook Toni Capuozzo scrive: «A me della lotta politica interessa nulla. Mi interessa un giornalismo che non sia guardia del corpo del potere. Ieri sera in tv, e ora qui, sostengono che il record negativo dei contagi in Italia (terzo paese al mondo) è dovuto al fatto che noi i controlli li facciamo, gli altri no (lasciamo perdere che in Lombardia mancano tamponi, ora). Dunque siamo i migliori, in Europa? Non lo so, magari hanno ragione. Però mai un dubbio. Mai un po’ di umiltà. Sempre tutto ben madama la marchesa. E in nome della politica». Il riferimento è netto ed evidente. E va dritto al cuore delle scelte politiche operate nei giorni scorsi, specie a ridosso della divulgazione delle inquietanti notizie provenienti dalla Cina sul coronavirus. Una patologia insidiosa che ha messo in ginocchio il Celeste Impero e che ora sta mettendo a dura prova il Belpaese.

Nel mirino la mission di Sala nella Chinatown milanese

E non è tutto. Capuozzo condivide la fotografia di un servizio di Repubblica sulla mission del primo cittadino di Milano, Beppe Sala, nella Chinatown all’ombra della Madonnina. E tutto a favore di giornalisti e paparazzi. Tutto votato alla causa contro la psicosi da Covid 19. Il sindaco, in quell’occasione, era andato a esprimere tutta la sua vicinanza e “solidarietà” alla comunità cinese, provata dal blocco dei voli dalla Cina dopo l’epidemia conclamata. E giù con un’aggiunta al post al post caustica quanto pungente. «Il sindaco di Milano 15 giorni fa riteneva il razzismo il nemico da battere», posta Capuozzo. Che poi paragona la scelta di Sala con le «normative sulla prevenzione della salute» adottate dalle autorità inglesi «quaranta giorni fa».

L’aspro commento di Capuozzo

Tanto che scrive: «Il 10 febbraio il Segretario di Stato per la salute e l’assistenza sociale, Matt Hancock, ha annunciato il rafforzamento dei poteri legali per proteggere la salute pubblica. I regolamenti 2020 per la protezione della salute (Coronavirus) sono stati messi in atto per ridurre il rischio di ulteriori trasmissioni da uomo a uomo in questo paese. Mantenendo le persone in isolamento dove i professionisti della salute pubblica ritengono che esista un rischio ragionevole che un individuo possa avere il virus». Aspro il commento di Capuozzo: «Poi ci lamentiamo della psicosi. Fortuna che gli inglesi se ne sono andati dall’Europa. Sorrido amaramente». E in effetti c’è poco da sorridere…

 

Commenti

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  • Giuseppe Forconi 25 febbraio 2020

    Come spiegare ad una Italia in balia dell’ignoranza del governo che un soggetto a capo di una citta’ possa incolpare chi sta cercando di risolvere questa inquietante situazione del virus, definendola fascista. Roba da pazzi che senza meno costui lo e’.

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