Caos a Codogno, i cittadini aggirano i divieti della quarantena. Un residente: è panico assoluto

domenica 23 febbraio 19:43 - di Martino Della Costa
Caos a Codogno foto Ansa

Coronavirus, non basta la paura del contagio. Non bastano i richiami istituzionali alla precauzione. E non sono sufficienti neppure le sanzioni fissate per chi non rispetta limiti e disposizioni della quarantena. Come noto, i trasgressori rischiano fino a 3 mesi di carcere con un’ammenda fino ai 200 euro. In barba a paura e psicosi. Controlli e contagi. E stando a quanto riferito da alcuni testimoni del posto, a Codogno sarebbe il caos. Con le misure restrittive di massima allerta stabilite nel “decreto emergenza” diramato dal governo per contenere la diffusione del virus già disattese.

Coronavirus, a Codogno è caos: non si rispetta il “decreto emergenza”

In queste ore il sito dell’Ansa riferisce della inquietante testimonianza di un infermiere dell’ospedale di Codogno che, «raggiunto telefonicamente dall’agenzia di stampa afferma che “tutto ciò che dicono non è vero. Non c’è niente sotto controllo. È il panico assoluto. L’ospedale è chiuso al pubblico. E i parenti dei degenti continuano a chiamare preoccupatissimi per i familiari ricoverati. Pazienti che oggi sono stati sottoposti al tampone. La mia impressione  – conclude l’operatore sanitario – è che prima hanno lasciato scappare i buoi, poi hanno chiuso la stalla». Non solo. A quanto si apprende dai racconti di gente del posto, i cittadini del paese epicentro del focolaio del coronavirus sarebbero in grado di trasgredire in assenza di controlli. Scrive infatti l’Agi: «Non ci sono militari. Nessun controllo di accesso o in uscita», spiega un residente. «Sono entrata e uscita e sto passeggiando nel paese», incalza una persona arrivata da Milano.

Saltano le misure di sicurezza nella zona rossa del Lodigiano

Dunque, stando a quanto filtra dalla zona rossa della lombardia, non ci sarebbero pattuglie di militari in loco a evitare trasgressioni e la libera circolazione di cittadini che dovrebbero essere in quarantena. eppure, come noto a tutti ormai, in provincia di Lodi il consiglio dei ministri straordinario di ieri sera ha emesso un decalogo di provvedimenti urgenti e imprescindibili al fine di evitare il dilagare a macchia d’olio del Covid-19 e il diffondersi dei contagi. Una serie di stringenti misure di sicurezza che, sulla base del “modello Wuhan” prevederebbero dal blocco intorno ai paesi del contagio ai corridoi sterili per garantire l’approvigionamento di generi alimentari e farmaceutici. Dalla disposizione dei divieto di circolazione per i cittadini in quarantena, fino alla dislocazione capillare di pattuglie di militari per presidiare e isolare i luoghi colpiti dall’epidemia. Tutto già saltato?

Non solo Codogno: manca la cintura di sicurezza delle Forze dell’Ordine

E non è ancora tutto: stando a quanto riporta Il giornale in queste ore, «Codogno non è l’unico paese dove manca la cintura di sicurezza delle Forze dell’Ordine. Stando a quanto riporta il quotidiano locale Il Cittadino, al casello autostradale di Ospedaletto-Casalpusterlengo, lungo la statale 234, non ci sono pattuglie militari a controllo del traffico in entrata ed uscita dalla “bassa”. I mezzi circolano senza nessuna limitazione sulla strada. Ragion per cui è impossibile prevedere se si tratti di residenti oppure no». Un dubbio crescente, un pericolo sempre più strisciante…

Commenti

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  • lamberto 24 febbraio 2020

    Siamo semplicemente ridicoli, il nostro popolo non si ferma davanti a nessuna normativa, anzi piu’ questa è limitativa piu’ la si trasgredisce, il motivo???? perché non facciamo nulla per far rispettare le regole, in Cina a chi trasgredisce la sanzione è …..che gli sparano! Ecco perché nessuno trasgredisce allegramente come da noi in Italia. Siamo un popolo di levantini e chi governa contribuisce pesantemente con la volontà (incapacità) di avere il polso fermo nel far rispettare i provvedimenti! Che tristezza.

  • maurizio pinna 24 febbraio 2020

    Non bastano le riunioni tra stralunati, non bastano le leggi, occorre uno strumento solido, testato fin dal tempo “di pace”, occorrono “comandanti” capaci, motivati e responsabili, tutto il resto è chiacchiera. Ora è chiaro che tutto ciò non appartiene ad una sinistra che fa del qualunquismo la sua ragione di vita, che considera il CONTROLLO DI QUALITA’ un prodotto del capitalismo, che definisce i decisionisti come fascisti, che continua ad agevolare l’afflusso di migranti per inseguire un argentino nella sua follia di gesuita marxista-leninista.

  • Anonimo 24 febbraio 2020

    Stupide scimmie italiote!

  • Aron 23 febbraio 2020

    Mi permetto di informarvi che, da cittadino residente in Codogno e attualmente in quarantena, la situazione è ben diversa (documentata anche). L’unico problema è nato da un disguido sui centri commerciali aperti per far la spesa. Tanti oggi si sono riversati in centro, dotati delle mascherine, altri hanno passeggiato per la campagna con il proprio cane o da soli. Nelle chat a volte si crea allarmismo, ma i documenti e le raccomandazioni girano e spesso bene. Ci saranno sempre delle eccezioni in ogni caso. I posti di blocco sono attivi dalle 18.30 circa.

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