Bologna insorge contro il tram in pieno centro storico. L’urbanista: “Progetto inutile e pericoloso”

giovedì 20 febbraio 15:12 - di Sabrina Fantauzzi
Bologna

Il Comune di Bologna prevede di realizzare 4 linee di Tram che passeranno tutte per il centro storico medievale. Il progetto non piace ai bolognesi e si sta sviluppando una forte opposizione nella città, non solo tra gli abitanti del centro storico, ma anche tra quelli dei quartieri popolari della periferia. Sono nati vari Comitati contro il Tram: il Comitato della Bolognina, il Comitato del Lazzaretto-Navile, il Comitato del Palasport. E, nel quartiere “rosso” per eccellenza, Borgo Panigale, il Comitato “Attacchiamoci al Tram”: che ha raccolto 15.000 firme contro la realizzazione della prima delle 4 linee, la Linea Rossa; e organizzato due manifestazioni di piazza con la partecipazione di migliaia di cittadini.

Ora il Comitato dei Garanti del Comune di Bologna sta valutando l’ammissibilità di un Pubblico Referendum. Ne parliamo con il presidente del Comitato Refendario, il professor Gabriele Tagliaventi dell’Università di Ferrara.

Quali sono gli aspetti negativi del progetto della linea Rossa del tram?
“Anzitutto una città importante come Bologna deve dotarsi di un Piano Organico della Mobilità. Non procedere a caso. La prima cosa da fare è un’analisi seria delle alternative. Alternative di Mobilità e Alternative di tracciato. Bisogna valutare se per una città con le caratteristiche morfologiche di Bologna sia meglio dotarsi di una rete di Metropolitana o di Tram. E’ evidente che, data la sua configurazione morfologica, la Metropolitana sia nettamente preferibile”.

“Perché crea una rete parallela sotterranea lasciando libere le strade, perché permette di avere linee lungo le direttrici storiche dello sviluppo urbano e, quindi, intercettare più cittadini, cioè più utenti e, quindi, più biglietti ogni giorno. Il Tram si può fare in un altro contesto. Il Tram può essere introdotto all’interno di una soluzione moderna del nodo del Passante. Che preveda lo spostamento in Tunnel, sotto l’attuale tracciato, dell’Autostrada e la trasformazione della Tangenziale in Eco-Boulevard: con un Tram che colleghi Casalecchio a San Lazzaro all’interno di un progetto in cui, oltre a risolvere il problema del Passante, si può avviare un nuovo sviluppo per Bologna. Insediando, sull’immensa area liberata dalla demolizione dei vecchi viadotti, circa 140.000 abitanti in edifici di 4-5 piani”.

Poi ci sono problemi anche di impatto visivo. È un tram o un treno?

“In questo caso, siamo di fronte a un TRENO-TRAM e non un tipico Tram come quello di San Francisco o di Milano. Infatti, mentre questi – e anche i 75 km di rete tramviaria che Bologna aveva fino agli anni 1960- sono Tram di 7-8 m senza barriere o cordoli;  il TRENO-TRAM che vuole il Comune di Bologna è un veicolo prodotto da Alstom di lunghezza variabile da 33 a 46 a 59 metri. Un vero e proprio TRENO che corre protetto da cordoli con stazioni sopraelevate di 45cm rispetto al piano stradale”.

Qual è il lato più negativo del progetto?
“Il lato più negativo del progetto è il suo tracciato surreale. Non occorre una laurea per rendersi conto che si tratta di un tracciato schizofrenico. Completamente surreale. Ricordiamoci che il bilancio di un sistema di trasporto pubblico dipende dal numero di biglietti acquistati ogni giorno. Nessuna linea al mondo si può permettere un tracciato con chilometri senza una forte densità di abitanti”.

“A Bologna un tram così è pericoloso”

“Poi, c’è il tema fondamentale della sicurezza. Il treno-tram è molto pericoloso perché si tratta, appunto di un treno di 33-46-59 metri che viene inserito in strade non concepite per ospitarlo e dove circolano pedoni, bici, moto, auto, camion, bus, etc. E’ talmente pericoloso che il Governo Francese produce ogni anno un Rapporto che documenta gli incidenti. In 10 anni: 22.227 incidenti, 11.151 vittime, 223 morti e feriti gravi nel 2012-2016. Nel 2017 si aggiungono: 2707 incidenti, 1099 vittime, 74 feriti gravi, 4 morti”.

Secondo lei ci sono altri modi per risolvere i problemi che l’amministrazione vorrebbe risolvere con la nuova linea del tram?
“Assolutamente sì. La Metropolitana permette di servire una bacino di utenza maggiore del Tram, in maniera più efficiente e più rapida. Molte città delle dimensioni demografiche di Bologna lo hanno fatto: Bilbao che ha 360.000 abitanti ha 3 linee di Metropolitana su 49 km con 47 stazioni. Toulouse che è una città “Rossa” come Bologna e con Bologna gemellata, ha 2 linee per 29 km e 38 stazioni : servono una popolazione di 482.000 abitanti”.

“Lille che è una città di soli 260.000 abitanti ha 2 linee con 33 km e 59 stazioni.  Malaga ha 2 linee di Metropolitana per 11 km e 17 stazioni che servono una popolazione di 480.000 abitanti. La Metropolitana ha enormi vantaggi e costi solo leggermente superiori a quelli del Tram. Quindi è evidente che si può realizzare a Bologna un’efficiente Rete di Metropolitana, senza distruggere le strade della città, senza eliminare centinaia e centinaia di parcheggi, senza mettere in pericolo le attività commerciali”.

Quanto dureranno, secondo lei, i cantieri?
“Credo sia realistico immaginare che i 16 km della Linea Rossa di Bologna possano comportare cantieri per 8-10 anni. D’altra parte, i 15 km del tram di Edimburgo sono stati realizzati in 8 anni, quindi per Bologna 8-10 anni risulta una stima corretta”.

Quale sarà il quartiere più colpito?
“Sicuramente Borgo Panigale, il Centro e la Bolognina. Il Centro non ha strade adatte a ricevere un’opera invasiva come il Tram pensato dall’amministrazione comunale e l’eliminazione di tutti i parcheggi lungo via San Felice e via Riva di Reno renderebbe impossibile la vita agli abitanti, oltre a mettere a rischio le attività commerciali e provocare un sensibile deprezzamento degli appartamenti e degli uffici”.
“Bisogna ricordare che, quando presentai io stesso le trasformazioni urbane della città di Nizza nella Commissione Urbanistica del Comune di Bologna, avevo sottolineato come, prima di realizzare la Linea 2 lungo l’asse che collega il Porto all’Aeroporto, la Municipalità di Nizza aveva realizzato un efficace sistema di parcheggi interrati nel Centro. Quindi la sequenza dei lavori è: prima si realizzano i parcheggi, poi il Tram.

Quale categoria di cittadini dovrà affrontare i problemi più grandi?
Anzitutto i commercianti perché l’accessibilità alle loro attività sarebbe pesantemente limitata durante tutta la fase dei cantieri che, come abbiamo visto, va stimata a 8-9 anni. Poi, tutti gli abitanti delle aree del Centro: che perderebbero la possibilità di parcheggiare lungo le strade.
binari rimossi, con cantieri pesantemente invasivi, in via Ugo Bassi e via Murri negli anni 2012-2013

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