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Benvenuti sale sul ring e dà una lezione ai negazionisti delle Foibe. «Certe storie non si possono dimenticare»

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  1. Piero Tarticchio ha detto:

    Carono Nino,
    sono istriano come te, nato nel ’36, ho avuto il padre infoibato insieme ad altri 6 familiari. Sono conosciuto nel modo dell’esodo come scrittore e pittore. Non potrei non condividere tutto quanto ha i detto perché anch’io ho fatto e faccio parte di quella immane tragedia. Ci siano incontrati a Pola (forse nel ’73) quando insieme a Lamborghini e Marussi tentavate di battere il record della traversata Pola- Cervia. Tu facevi il bagno in una zona poco frequentata nella zona di Promontore e io ti dissi di stare attento che nella zona c’erano pescicani. Sei salito sul mio motoscafo e abbiamo fatto una breve chiacchierata. Spero un giorno di incontrtarti.

  2. eu7yZnsfvR ha detto:

    Sarebbe già molto grave parlare di una popolazione oppressa, ma da parte dei comunisti jugoslavi si andò oltre. Poiché un forte legame sociale era costituito dalla religione si decise di eliminare drasticamente tutti i sacerdoti. I presbiteri vennero rastrellati, percossi duramente, alcuni costretti ad indossare una corona di fatta con il filo spinato e poi scaraventati nelle foibe. Le varie Commissioni individuarono molti abiti talari tra i poveri resti riesumati. I compagni erano CONNIVENTI, perché almeno una brigata partigiana comunista operò in zona con l’Esercito Popolare di Liberazione Jugoslavo, non spontaneamente ma con regolare autorizzazione della Direzione Centrale del PCI che, tra le altre cose, oltre alla “svolta di Salerno” su cui si è blaterato per tutta la scorsa estate AUTORIZZO’ in PUGLIA una base ad uso dell’ ARMATA ROSSA dove venivano reclutati collaboratori per i Servizi Informazioni Jugoslavi. E’ evidente che parlare delle FOIBE non può non irritare l’ ANPI che naturalmente non andrà mai nelle scuole a raccontare tali misfatti, parlando solo di ARMATE PARTIGIANE che in complesse BATTAGLIE CAMPALI hanno annientato l’ ESERCITO TEDESCO LIBERANDO, da SOLI, L’ITALLIA.

di Giovanna Taormina - 4 Febbraio 2020