“Baby squillo” a Roma, l’allarme di giudici: «Si prostituiscono anche i bambini di 10 anni»

giovedì 20 febbraio 7:57 - di Milena Desanctis
prostituzione

«La prostituzione minorile a Roma vede purtroppo sempre più protagonisti bambine e bambini al di sotto dei 14 anni. Anche di 10 o 12 anni». A lanciare l’allarme è il pm della procura capitolina Maria Monteleone. Il magistrato è alla guida del “pool” di giudici che si occupano dei reati contro la violenza di genere e contro i minori. Monteleone è stata sentita oggi davanti alla commissione parlamentare di inchiesta per l’infanzia e l’adolescenza. Solo nella Capitale, nel 2019, ha spiegato, «abbiamo aperto 31 nuovi procedimenti penali. E negli anni passati c’era stata un’impennata in questa materia dopo la vicenda delle cosiddette “baby squillo”».

Baby squillo, l’adescamento in rete

«A Roma sulla base degli ultimi rilievi statistici reali in questi ultimi anni abbiamo registrato un costante e significativo incremento dei reati che vedono come persone offese i minori di 18 anni, in particolare maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale», spiega Monteleone riferendo i dati davanti alla commissione parlamentare.

Baby squillo, 262 nuovi procedimenti penali

«Nell’anno giudiziario 2019 – sottolinea – ci sono stati 262 nuovi procedimenti penali aperti per il reato di pornografia minorile mentre sono stati 117 i nuovi procedimenti penali per atti sessuali con minorenne, che è il reato più frequente». Il magistrato ha inoltre riferito di come sia «inquietante il costante aumento del delitto di adescamento dei minori commesso attraverso la rete internet: solo nel 2019 c’è stato un incremento del 12,8% dei procedimenti penali, passati da 117 a 132».

Reati di pedopornografia

«Dal 2013 a Roma – evidenzia – abbiamo creato un sottogruppo di tre pm che si occupano in via esclusiva dei reati di pedopornografia. Per la necessità di avere un’altissima specializzazione giuridica, tecnica e informatica. Tutto ciò alla luce della gravità di questi fenomeni criminosi che impongono un costante collegamento con forze di polizia. Anche loro altamente specializzate. E con una uniformità di interventi sul territorio di tutto distretto».

La sala d’ascolto

E poi ancora: «Dal 2013, a Roma abbiamo creato una sala di ascolto con modalità protette riservata a tutti i minori, da sentire, con la strumentazione tecnica necessaria, come vittime o come testimoni di fatti che costituiscono reato: dal 2015 al 2018 – ha riferito Monteleone – sono stati ascoltati ben 903 minorenni, di cui 570 bambine, per episodi di maltrattamenti in famiglia e di violenza sessuale nel suo significato più esteso. Tra questi 903 bambini, non sono pochi quelli che hanno meno di 6 anni mentre sono tanti quelli di età compresa tra i 7 e i 13 anni».

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