Virginia Raggi apre i festeggiamenti per i 150 anni di Roma Capitale. “Ma sbaglia data”

mercoledì 29 gennaio 17:39 - di Redazione
roma capitale

Non ci sono soldi e non c’è un comitato organizzatore, ma per i 150 anni di Roma Capitale Virginia Raggi si è affrettata ad aprire le celebrazioni. Così tanto da farle iniziare un anno prima: il prossimo 3 febbraio in un giorno in cui, 150 anni fa, Roma non era affatto Capitale d’Italia. Il 3 febbraio 1870, infatti, “Roma era ancora nelle mani del Papa!”. A sottolinearlo è il Comitato Roma 150 che prende le distanze dal concerto-evento (come lo vorrebbe il sindaco) fissato per il prossimo lunedì, 3 febbraio, appunto, al Teatro dell’Opera.

La “clamorosa svista” del Comune su Roma Capitale

Clamorosa svista per la data commemorativa da parte di Comune di Roma e Teatro dell’Opera”, commenta il Comitato Roma 150, chiarendo di non avere nulla a che fare con l’organizzazione della manifestazione. “Il Comitato Roma 150 è completamente estraneo all’organizzazione del Concerto. Concerto – spiega in una nota – organizzato dal Comune di Roma in collaborazione del Ministero della Difesa. Con la presenza del Capo dello Stato ed in diretta tv”. Il Comitato spiega, quindi, di non poter non “rimarcare l’irritualità della scelta, forse dettata da eccessiva fretta, per la data del 3 febbraio 2020. È ben noto, infatti, che la “storica” data della proclamazione di Roma Capitale avvenne con legge n. 33 del 3 febbraio del 1871 e NON nel 1870“.

Ecco cosa succedeva il 3 febbraio 1870

“Dunque o la settimana prossima si festeggeranno per motivi ignoti ai più i 149 anni di Roma Capitale, tenendo a mente e nel pallottoliere la data del 1871, oppure i 150 anni dal 3 febbraio 1870. Nella seconda ipotesi, non meno infelice della prima – sottolinea ancora il Comitato Roma 150 – non possiamo però esimerci dal far rilevare che nell’atlante storico italiano e internazionale, al 3 febbraio 1870, l’Imperatore dei francesi Napoleone III era ancora saldamente sul trono. Insieme, di là fiume Tevere, al Papa Re Pio IX. Giuseppe Mazzini e Giuseppe Garibaldi – prosegue ancora la nota – avevano ancora una condanna a morte sul capo. Il progetto di Italia “unita” era in realtà quello di dividerla in tre, secondo gli accordi di Plombiéres del 1858. Con l’idea di un protettorato francese per il Regno del Nord avente Milano come sua Capitale”. Il 3 febbraio 1870 si può ricordare semmai un’altra ricorrenza: “Il Presidente americano Ulysses S. Grant ratifica il XV emendamento alla Costituzione. È garantito il diritto di voto a tutti i cittadini americani, a prescindere dal credo, dal censo o dal colore della pelle”.

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  • Carlo 29 gennaio 2020

    L’ignoranza democratica avanza…

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