Comitato Roma 150, appello bipartisan al governo. Rampelli: «Non pensi alle autonomie, esiste anche Roma»

martedì 23 luglio 16:23 - di Elsa Corsini

Un appello al governo e alla sindaca di Roma Virginia Raggi perché utilizzi il tesoretto” ritrovato (un finanziamento scovato nelle pieghe di una legge del 1990) per restauri e progetti culturali che rendano onore alla capitale d’Italia. È la richiesta  del Comitato Roma 150, nato lo scorso 4 novembre e guidato da Andrea Costa,  che a Montecitorio ha presentato il suo programa per i 150 anni dalla proclamazione di Roma capitale d’Italia.

All’incontro con i giornalisti oltre al presidente del Comitato,  anche Fabio Rampelli, che ha fatto gli onori di casa come vicepresidente della Camera, lo scrittore Vittorio Emiliani e il deputato di Leu, Stefano Fassina. La volontà di sollecitare il governo a promuovere eventi e iniziative culturali per il 150esimo compleanno di Roma capitale, l’attenzione per i temi urbanistico-culturali si mescolano ai temi caldi dell’attualità a partire dal dibattito, troppo spesso ideologizzato, sulle autonomie regionali, provvedimento bandiera della Lega.

«Ci troviamo di fronte a un ritrovamento “archeofinanziario”:  78,5 milioni di euro non sono tanti ma neanche pochi. Sarebbe un peccato – ha detto Costa, già direttore del settore urbanistico di Italia Nostra – se il ministero delle Infrastrutture e la sindaca Raggi destinassero i fondi solo per riempire le buche della Capitale». La legge descrive nel dettaglio gli obiettivi per Roma, che sono tutti culturali, ambientali e destinati a musei e strutture scientifiche. «Non ci sono alibi per il governo e il Comune. Si continuano a negare risorse  – incalza il presidente del Comitato – e invece servirebbero dosi da cavallo di fondi e mezzi. Assistiamo al continuo tentativo di spostare l’asse geopolitico sempre più a Nord». Sono 45 al momento i progetti messi in campo dal Comitato Roma 150 e destinati a musei, monumenti, verde, ville storiche, sport e partecipazione. «A Roma l’unica cosa rimasta in piedi è il sistema della biblioteche, un’eccellenza – ha detto a sua volta Emiliani – sono l’ultimo presidio culturale della Capitale».

Fabio Rampelli, primo firmatario di una proposta di legge su Roma Capitale, è entrato nel vivo dell’attualità. «Occorre aggredire il dibattito lacerante sulle autonomie differenziate e dire che esiste anche Roma. Non solo regioni come il Veneto e la Lombardia. La notizia è che anche Roma ha un residuo fiscale, poiché versa allo Stato più soldi di quanto lo Stato ne reinvesta», ha sottolineato il deputato di Fratelli d’Italia, «nella discussione in Aula sulle autonomie differenziate occorre chiedere cosa è previsto per Roma Capitale e definire il suo destino, visto che è finita nel gorgo del suo declino. I 150 anni di Roma Capitale sono la finestra giusta per alzare la posta. Il governo – conclude Rampelli – è l’interlocutore di cui non possiamo fare a meno. Sono pronto a battermi al fianco di Zingaretti e della Raggi, anche se non sono della mia appartenenza partitica. L’appartenenza a Roma viene prima dell’appartenenza politica o di partito».

Il Comitato Roma 150  vanta tra i suoi primi firmatari giornalisti, storici, politici, operatori del terzo settore e intellettuali amanti della città che si ribellano ail grigiore politico, culturale ed etico cui la città sembra “resistibilmente” destinata da una classe dirigente nazionale affetta da atavico provincialismo e da una, capitolina, che sembra rassegnarsi alla mera gestione dell’esistente. E neanche quello.

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