“Vi benedico in nome della canna”. Il rapper Clementino si difende dalle accuse: “Era solo un gioco…”

sabato 4 gennaio 18:49 - di Redazione
canna

Il concerto del rapper Clementino finisce in procura e lui si difende. “Vi benedico in nome della canna“, ha detto al concerto di Nocera Inferiore (Sa). Ma non solo: per tutto il concerto di mercoledì scorso ha fatto allusioni alla canna. Lanciando gadget al pubblico, con filtri e cartine ed esibendo un grande spinello di polistirolo. Al concerto c’erano diecimila ragazzi, molti dei quali minorenni. Il rapper Clemetino ha annunciato qualche tempo fa di essersi liberato dalla schiavitù della cocaina. Avrebbe potuto lasciar pewrdere l’argomento, invece no. Il rapper di Nola per tutto il concerto ha inneggiato alla canna.

Dopo aver visionato le immagini del concerto, il commissariato di Nocera Inferiore ha mandato tutto alla Procura. L’ipotesi di reato è quella di istigazione all’uso degli stupefacenti, e della canna in particolare. Tuttavia la procura ancora non ha iscritto alcun nome nel registro degli indagati. Tra l’altro, il concerto era stato organizzato – e pagato – dall’amministrazione comunale. Il sindaco Manlio Torquato ha annunciato che sospenderà il pagamento al rapper finché le cose non saranno chiare. Resta comunque l’imprudenza di un’amministrazione comunale che finanzia un concerto del genere. Il rapper non è nuovo a questeperformance, e sarebbe bastato poco per capire che tipo di messaggio avrebbe lanciato ai giovani.

Clementino, che ha 37 anni, si difende dalle colonne di Repubblica. “Non ho inneggiato alla droga”, dice Clemente Maccaro. “Lo spinello gigante che ho portato sul palco era di polistirolo. Era un gioco…”. E ancora: “Non ho distribuito assolutamente alcuna canna némarijuana dal palco”. Clementino ovviamente ammette che come tutti i rapper è a favore della legalizzazione delle cosiddette droghe leggere. QUanto al messaggio, lui dice che sono anni che fa canzoni di questo genere. “Se ne sono accorti solo ora?”, si chiede. E ribadisce: “Allora dovrebbero arrestare tutti i rapper, compresi Bob Marley e Manu Chao….”. E conclude:”Io nella vitasono sempre stato un Peace&Love”. A posto così.

Commenti

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  • maurizio pinna 5 gennaio 2020

    Stai sereno Mandarino, i compagni giustizialisti comprenderanno, quelli erano compagni che sbagliavano tu sarai un compagno che scherzava. Che sarai mai?

  • Emergenza Coronavirus

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