Comunque ci sono i paletti (per fortuna). Con la cannabis non si potrà fare quel che si vuole

sabato 28 dicembre 11:36 - di Gaetano Lauro Grotto*
Voglio intervenire con un piccolo contributo critico e tecnico-giuridico sulla recente sentenza delle Sezioni Unite Penali della Corte di Cassazione, che è intervenuta sentenziando sulla “cannabis domestica”. E ciò – preciso sin d’ora – a prescindere dalle valutazioni di “chi è  contro o a favore le droghe leggere”.
Questi risultano i punti salienti della decisione del Supremo Consesso, che saranno ancor più  apprezzati o criticati, una volta letta la motivazione ad essa connessa.

Non ci si illuda sulla cannabis

1) non è più reato coltivare cannabis in casa, purché in minima quantità e solo per uso personale((resta, comunque, un illecito cui si applicheranno le sanzioni amministrative come il ritiro del passaporto, della patente e del permesso di soggiorno).
2) non si può  parlare di depenalizzazione del reato, perché la Corte Suprema ha indicato dei “paletti assai precisi”.
3) l’utilizzatore del prodotto deve essere solo la persona che materialmente la cura e la coltiva.
4) non è  ammessa la destinazione ai componenti del nucleo familiare tantomeno il consumo di gruppo “con amici”(N.B.quindi tutti coloro che pensano di “fare come gli pare”, ritenendosi legittimati ad abusare delle droghe leggere, basandosi su questa sentenza, devono stare un po’ attenti e non sottovalutare le conseguenze amministrative annesse).
5) la coltivazione delle piante è  ammessa con tecniche rudimentali, quindi in caso di ritrovamento “in loco” di un impianto di irrigazione a goccia e di lampade riscaldanti si viene a configurare il reato di coltivazione ai fini di spaccio.
6) illecito -e quindi vietato- il possesso di bilancini e strumenti di precisione per pesare in grammi.
7) il riferimento alla quantità  di thc, cioè  il principio attivo, non è rilevante.

La droga fa comunque male

Ciò  precisato, saranno solo il tempo, la giurisprudenza ed i nuovi dati sulla tossicodipendenza, a fare emergere l’utilità  o meno di questo arresto giurisprudenziale.
Pur rispettando le posizioni altrui, resto fermamente convinto che la droga fa – comunque – male e crea “effetti perversi” e notevoli danni personali, familiari e sociali.
*Avvocato del foro di Roma

Commenti

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  • remo balestra 30 dicembre 2019

    dialogando, su punti diversi su quanto stabilito..,l’uso di droga la considero valida solo nel campo della medicina,sotto severo controllo medico ,quando serve ad alleviare situazioni di dolore e cura,diversamente ,tale uso è reato.

  • andrea 28 dicembre 2019

    quindi alla fine la droga ‘cannabis’ fa comunque male.
    quindi alla fine (perchè è con questa conclusione che afferma)
    fa male.
    Ok allora,
    alla fine di ogni ragionamento
    anche Alcol fa male uguale,
    ma con la differenza che chi beve rompe anche i coglioni al prossimo, chi fuma, NO.
    O si vieta tutto o non si vieta nulla.
    Coerenza o incoerenza,,,caro avvocato

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