Trump, i dem tentano di ostacolarlo. E votano una risoluzione per limitarne i poteri di guerra

giovedì 9 gennaio 18:52 - di Redazione
TRUMP

La maggioranza democratica della Camera Usa tenta, nuovamente, di ostacolare Donald Trump . E vota una risoluzione tesa a limitare il suo potere di intraprendere un’azione militare contro l’Iran. Senza l’assenso del Congresso.

La mossa arriva dopo giorni di proteste e polemiche. La questione riguarda alla strategia dell’amministrazione Trump. Che non ha comunicato in anticipo al Congresso il raid con cui ha ucciso il generale iraniano Qassem Soleimani.
E non sono stati sufficienti a placare le polemiche i briefing a porte chiuse che ieri, dopo i raid iraniani di rappresaglia contro le basi militari che ospitano militari Usa in Iraq, sono stati condotti al Congresso dal capo del Pentagono, Mark Esper, dal segretario di Stato, Mike Pompeo, da Gina Haspel, direttore della Cia, e dal generale Mark Milley, capo degli Stati Maggiori Riuniti.

«I membri del Congresso avevano serie ed urgenti preoccupazioni riguardo alla decisione dell’amministrazione di intraprendere ostilità contro l’Iran e la mancanza di una strategia nel procedere”, ha dichiarato la Speaker, Nancy Pelosi.
In particolare i democratici, ma anche due senatori repubblicani, contestano il fatto che in questi briefing gli uomini dell’amministrazione non hanno  dato elementi a sostegno della giustificazione dell’amministrazione del raid contro Soleimani, cioè la necessità di prevenire una «minaccia imminente».

«I Repubblicani votino contro quella pazza di Nancy Pelosi»

«Spero che tutti i repubblicani della Camera votino contro la risoluzione sui poteri di guerra della pazza Nancy Pelosi». Reagisce così, via Twitter, Donald Trump, alla risoluzione.

«E’ solo un’altra frode dei democratici – aggiunge il presidente nel tweet tornando ad attaccare Pelosi per la questione dell’impeachment. – Ricordate la sua fretta di far votare e concludere la frode dell’impeachment? Bene ora lei non ha ancora inoltrato gli articoli al Senato».
Trump si riferisce al fatto che la Speaker non ha ancora trasmesso l’atto di accusa contro il presidente al Senato che dovrà istruire il processo.

Trump: questa storia è uno scherzo o una frode

Il presidente Usa aveva già esternato oggi sulla questione affermando che la Pelosi non vuole presentare «gli articoli di impeachment fraudolenti, prodotti da politici corrotti» perché «dopo anni di inchieste e persecuzioni questi non mostrano nessun crimine e sono uno scherzo ed una frode».

Tra i democratici del Congresso che hanno definito «assolutamente non convincenti» i tentativi dell’amministrazione Trump di dimostrare, in questi briefing, l’imminenza del pericolo, vi sono anche candidati alla Casa Bianca come la senatrice Elizabeth Warren.

«Ho già detto che non credo che gli Stati Uniti siano più sicuri dopo l’uccisione di Soleimani. Infatti credo che gli Stati Uniti siano più vicini ad una guerra. Donald Trump ha messo il Paese in pericolo con una crisi creata da lui», ha dichiarato la democratica dopo il briefing.

Due repubblicani possono creare problemi a Trump

Se le critiche democratiche suonano in un certo senso scontate, il vero problema sono quelle arrivate da due senatori repubblicani, Mike Lee e Rand Paul. Il primo che ha parlato del «peggior briefing militare a cui ho mai assistito». E ha affermato che i funzionari dell’amministrazione hanno «offeso e sminuito» il ruolo dei senatori.

Dello stesso tono il giudizio del senatore libertarian Paul. Che ha definito «assurdo» sostenere che il raid contro Soleimani sia giustificato, in maniera estensiva, dall’autorizzazione alla guerra in Iraq votata nel 2002 dal Congresso.

I due repubblicani sono pronti a passare dalle parole ai fatti. Ed hanno annunciato che voteranno la risoluzione simile a quella che oggi voterà la Camera. Che i senatori dem presenteranno la prossima settimana. Un annuncio pericoloso per l’amministrazione, visto che ai dem basterebbero altri due voti repubblicani per approvarla, costringendo così Trump a mettere il veto.

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