“Tra sardine, tossici e centri sociali è dura”. Bufera sul tweet di un poliziotto bolognese

sabato 18 gennaio 18:49 - di Giovanni Pasero

“Ragazzi, vi posto questa mia foto in un’operazione svolta proprio in quel di Bologna dove tra sardine centri sociali tossici e popolazione poco collaborativa non è proprio una passeggiata di salute”. Digos di Bologna e la Polizia Postale stanno svolgendo accertamenti al fine di identificare il poliziotto bolognese e verificare l’autenticità del profilo.

Il post che ha fatto arrabbiare le sardine

Claudio, questo il nome sui Social, ha postato su Twitter una sua foto in ufficio, con distintivo al collo, accompagnata dalla frase incriminata.  L’immagine è in bianco e nero e più di un follower ha manifestato qualche perplessità sulla genuinità dello scatto. Secondo quanto riferisce, invece, il Resto del Carlino la foto sarebbe autentica e si lavora quindi per identificare il poliziotto. All’apparenza lo scatto sarebbe stato realizzato in un ufficio della questura e si intravede anche l’autore della foto, riflesso nel vetro alle spalle del presunto poliziotto. 

L’ira della sinistra contro il poliziotto bolognese

Inutile dire che il tweet ha scatenato una ridda di polemiche. Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra italiana, si è tuffato a pesce sulla notizia. “O fake o davvero un agente ps a #Bologna. Data gravità messaggio siamo certi che il Viminale e i vertici della Poliziadistato interverranno al più presto per le opportune verifiche, per far bloccare questo account, e per provvedimenti immediati se autore è poliziotto”.

La circolare dal capo della polizia sul web

Ma parte del web si schiera con il poliziotto bolognese. Un post per tutti, rende l’idea del clima. “Un poliziotto dice che a Bologna tra tossici e Sardine non è proprio una passeggiata… Fatemi indovinare l’indignazione della #sinistra sarà tutta per la frase e il tweet in servizio. Invece da me ha solo comprensione”.  Nei mesi scorsi, il capo della Polizia, Franco Gabrielli, aveva diramato una circolare nella quale invitava tutti gli agenti a fare un uso corretto dei social network. Nella circolare si ricordava che il poliziotto può “ben esprimere opinioni, ma sempre ponderando oculatamente tempi, modi e caratteri delle proprie esternazioni in modo da tenere un comportamento improntato a correttezza, imparzialità e cortesia”.

Commenti

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  • lamberto 20 gennaio 2020

    Questo poliziotto che non dimentichiamolo è uomo tra gli uomini, con una famiglia genitori, fratelli e sorelle, magari fidanzata o moglie pure con figli interpreta il pensiero della maggioranza delle persone non solo di Bologna e comunque sicuramente magari anche della minoranza delle persone, è questo il delitto di cui lo si accusa??? Anch’io la penso come lui e in piu’ aggiungo che la passeggiata prosegue tra barboni di ogni specie, ladri, truffatori ad ogni angolo, persone senza documenti considerati tutti profughi…….a mia diversità ha avuto il coraggio di manifestare un pensiero che io non ho avuto il coraggio di esternare…..di questo lo ringrazio, un esempio da seguire.

  • Luca Lucci 19 gennaio 2020

    La sinistra ha la coda di paglia. La verità gli fa male. Un giorno queste menti andranno rieducate con le buone o con le cattive.

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