Sanremo, Achille Lauro canterà “Me ne frego” e la paranoia di sinistra si scatena: “Brano fascista”

mercoledì 8 gennaio 16:40 - di Redazione
Achille Lauro

“Motto mussolinianano”. Non solo Rita Pavone. La paranoia di sinistra non si ferma. Sul Festival di Sanremo si abbatte un’altra censura . Stavolta la vittima social è Achille Lauro. Il suo brano sanremese si intitola ‘Me ne frego’. L’annuncio del titolo del brano che il cantante romano porterà sul palco dell’Ariston a partire dal 4 febbraio 2020 è arrivato durante la puntata speciale de ‘I soliti ignoti’,  su Rai1.

Achille Lauro accusato di fascismo

La presenza di Achille Lauro in gara era stata già anticipata nei giorni scorsi. Ma  il titolo del suo brano “Me ne frego” è stato dato successivamente. Apriti cielo.  La paranoia degli antifascisti corre su  Twitter e sui social. Accusano di fascismo il cantante trap romano rivelazione dello scorso anno con il brano Rolls Royce. Tornerà all’Ariston con Me ne frego e si stanno aprendo le catartte del signore. Basta la parola, basta il titolo. “E’ un brano mussoliniano” assicurano i leoni d tastiera. Che  la canzone non hanno nemmeno ascoltato. Così, è bastato che Amadeus parlasse, citando il brano “Me ne frego”, per provocare una nuova ondata di indignazione. Come per Rita Pavone e oltre.

Achille Lauro non è nuovo alle polemiche. Lo scorso anno il suo brano Rolls Royce fu molto criticato come  un “inno alla droga” un po’ da tutti. Il testo, comunque – scrive il sito Giornalettismo –  non sarà reso noto prima del via di Sanremo, il prossimo 4 febbraio. Ma agli antifascisti in servizio permanente effettivo basta il titolo per tacciarlo come un brano fascista. Il titolo ‘Me ne frego’ ricalca alcune dichiarazioni pubbliche rilasciate da Benito Mussolini tra il 1904 e il 1927. L’espressione è entrata a far parte del vocabolario fascista del ventennio. Ma si tratta anche di un modo di dire molto  diffuso in special modo tra i giovani. Senza alcuna attinenza con il Ventennio. Ma tano basta alle vestali dell’antifascismo per fare cagnara.

Commenti

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  • Giuseppe Forconi 9 gennaio 2020

    Ma che la facessero finita con questo fantasma del fascismo. Il fascismo e’ storia, una storia morta e sepolta ,ma solo storia, la storia non si cancella come non si puo’ cancellare le idiozie, gli assassini, i flagelli, le mattanze, le ruberie, i massacri fatti dalle bande comuniste. Anche questa e’ storia e non la si puo’ cancellare. Pertanto ammasso di idioti che altro non siete, smettetela di sbraitare cavolate e pensate piuttosto a ricostruire quello che voi e gli altri avete distrutto. E aggiungo, andate a lavorare onestamente senza rubare, timbrare per altri, anche questo e’un furto e disonesta’, tanto per darvi un suggerimento. Siate piu’ coerenti prima che voi stessi vi fasciate a vicenda o affonderete l’Italia.

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