Rapporto Eurispes 2020, Capone (Ugl): cresce la fiducia nei sindacati ma dovremo meritarla

giovedì 30 gennaio 15:53 - di Guglielmo Gatti
capone su eurispes

L’Eurispes, Istiuto di studi economici, politici e sociali, ha presentato il suo nuovo rapporto Italia 2020. Molti gli argomenti trattati. Il segretario generale dell’Ugl Paolo Capone soddisfatto per la crescita di fiducia nei sindacati. ”La crescita della fiducia nei sindacati ci fa contenti e tuttavia deve anche indurci ad una riflessione. Ossia la richiesta di riportare al centro delle politiche economiche e sociali il tema del lavoro”. Lo ha dichiarato il segretario generale dell’Ugl, commentando il Rapporto 2020 Eurispes. Dal rapporto emerge che la fiducia nei sindacati passa dal 37,9% al 46,4%. Secondo Capone ”i sindacati devono concentrare la loro azione sul fenomeno della povertà lavorativa, determinata non dall’assenza di lavoro com’era un tempo, ma dal lavoro stesso. Che produce redditi medi netti talmente bassi da non proteggere dai rischi di ritrovarsi nell’area della povertà”.

Eurispes, l’azione dell’Ugl è in regola

Prosegue Capone: ”Altri fenomeni su cui il sindacato deve essere capace di cogliere le trasformazioni in un mondo del lavoro sempre più fluido sono gli infortuni sul lavoro, le morti bianche e la precarietà lavorativa. Questioni su cui tutto il movimento sindacale è chiamato ad una maggiore responsabilizzazione e rinnovamento”. “L’organizzazione che guido, l’Ugl, ha fatto di questi punti, insieme a quello delle pensioni, i propri capisaldi dell’azione sindacale. Abbiamo dato voce e rappresentanza ai bisogni vecchi e nuovi dei lavoratori. Forse anche per questo – conclude Capone – la fiducia nell’Ugl, come risulta dai nostri dati, è cresciuta fino a triplicare in soli due anni, una tendenza positiva in particolare tra i giovani sempre più presenti alle nostre iniziative”.

“Evidente la frattura tra sistema e Paese”

Nel suo rapporto Eurispes nota altri fenomeni. “Stenta a ricomporsi la frattura tra Sistema e Paese” e “produce numerosi danni anche sul piano economico e mette in discussione la stessa tenuta sociale del Paese”. Nel Rapporto dell’Eurispes la fotografia del Paese nell’era della politica del sovranismo e della insofferenza verso l’establishment. Ma con spunti di riscoperta di valori come responsabilità e senso civico. Nelle considerazioni del presidente Gian Maria Fara c’è “l’urgenza di affrontare i nodi che sono all’origine di un disagio diffuso. Tali nodi alimentano il pessimismo e il qualunquismo, che delegittimano la politica.

E che inoltre frenano la capacità di costruzione del futuro, che impediscono la possibilità di mettere a frutto le enormi potenzialità possedute dall’Italia. Le quali ipotecano la prospettiva stessa che il nostro Paese possa rimanere a lungo tra le prime dieci potenze economiche del mondo”. Dal Rapporto energe la progressiva estensione di un sentimento di sfiducia nei confronti del Governo, del Parlamento, della politica. Ma conferma, invece, la tenuta della fiducia nei confronti delle cosiddette Istituzioni di garanzia (Forze Armate, Forze di Polizia), Magistratura. Il problema, scrive Fara, “non sembra solo italiano ma largamente condiviso, e non solo a livello europeo. La crisi di fiducia sembra colpire tutti i Paesi dell’Occidente, e si tratta di metter mano ad una profonda ”opera di ricostruzione”.

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