Raid Usa, l’Ayatollah Khamenei giura vendetta: “Dure ritorsioni contro il grande Satana”

venerdì 3 gennaio 13:03 - di Redazione
Ayatollah Khamenei

L’Iran è pronto a reagire. Dopo l’uccisione di Soleimani, le reazioni non tardano ad arrivare. E sono inquietanti. L’Iran ”vendicherà” l’uccisione del generale Qassem Soleimani.Parola del presidente iraniano Hassan Rohani. Che in una lettera postata sul suo sito ufficiale ha scritto: ”Indubbiamente, l’Iran e altri Stati indipendenti vendicheranno questo crimine terribile commesso dagli Stati Uniti”. Rohani ha aggiunto che: ”questo atto è un’altra macchia scura sugli Stati Uniti”. “Con la sua scommessa, Trump ha spinto l’America nella situazione più pericolosa della regione”. Così  ha twittato lo stretto consigliere del presidente iraniano, Hesamodin Ashna. “Chiunque attraversi le linee rosse deve essere pronto a sopportarne le conseguenze”.

Fragile equilibrio

Il già fragile equilibrio mediorientale rischia di esplodere. Sono ore concitate. Per il ministro degli Esteri iraniano, Javad Zarif, quanto accaduto è “estremamente pericoloso”. Il raid americano è stato “un atto terroristico” ed una “stupida escalation. Sugli Stati Uniti ricade la responsabilità di tutte le conseguenze di questo avventurismo criminale”. E ha descritto Soleimani come “la più efficace delle forze che hanno combattuto” l’Isis, al Qaeda e il gruppo al-Nusra.

L’Ayatollah Khamenei: “Dura ritorsione”

E’ il leader supremo, a pronunciare l’anatema più duro è l’Ayatollah Ali Khamenei  ha minacciato gli Stati Uniti di una “dura ritorsione” e ha proclamato tre giorni di lutto nazionale. “Il sentiero intrapreso da Soleimani continuerà ad essere seguito. Ma i responsabili dell’attacco dovranno far fronte ad una grave ritorsione”.  La morte di Soleimani, ha aggiunto, non avrà ripercussioni sulla vittoria finale dell’Islam “sugli imperialisti”.

Tra le vittime del raid americano, anche Abu Mahdi al-Mohandes. Era il  vice capo delle Unità di mobilitazione popolare sciite irachene (Hashed al-Shaabi). Il loro comandante, Qais al-Khazali, ha detto ai suoi miliziani di essere “pronti a combattere”. ”In cambio del sangue  ci sarà l’eliminazione di tutta la presenza militare americana in Iraq”. E ha aggiunto ancora: ”In cambio del sangue del martire Qassem Soleimani verrà eliminata l’esistenza di Israele”.

Raid Usa: tutto il Medio Oriente in allerta

Intanto il Consiglio supremo di sicurezza iraniano si riunirà in via straordinaria. La vendetta per la morte del generale Soleimani pone in allerta tutto il Medio Oriente. Dura condanna anche dal primo ministro iracheno dimissionario Adel Abdul-Mahdi. Ha definito l’attacco una ”aggressione” nei confronti dell’Iraq, oltre che di una ”violazione di sovranità”.  Abdul-Mahdi ha quindi ricordato Abu Mahdi Al-Mohandes, il numero due delle potenti milizie sciite delle Unità di mobilitazione popolare, oltre a Soleimani, comandante delle Forze al-Quds. Il premier iracheno. ”L’assassinio di un comandante militare iracheno rappresenta una aggressione nei confronti dell’Iraq: come Stato, come governo e come popolo”, ha detto Abdul-Mahdi. ”Portare avanti operazioni di eliminazione fisica contro esponenti iracheni di spicco o di un Paese fraterno in territorio iracheno rappresenta una flagrante violazione della sovranità dell’Iraq”. Oltre a una ”pericolosa escalation che scatena una guerra distruttiva in Iraq, nella regione e nel mondo”, ha aggiunto.

Il generale iraniano Qassem Soleimani ”è stato un importante sostenitore della resistenza palestinese per decenni” ed è stato ”assassinato dal nemico americano, il grande Satana”. Lo ha dichiarato in una nota la Jihad islamica palestinese, affermando che ”con molto onore e tristezza, piangiamo la morte del comandante” Soleimani. Il movimento ha aggiunto che i gruppi di resistenza palestinese non saranno indeboliti dall’uccisione del generale iraniano. “Continueranno verso la liberazione della Palestina”, prosegue la nota.

 

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