«Prof Flores d’Arcais, ma cosa insegna ai giovani?». Critiche alla “grazia” per la militante No Tav

sabato 4 gennaio 11:29 - di Milena De Sanctis
Flores D'Arcais

Provoca  polemiche l’appello di Paolo Flores d’Arcais a Sergio Mattarella per la grazia a Nicoletta Dosio. La “pasionaria” No Tav finita in carcere a Torino. La richiesta del  direttore di Micromega è arrivata dalle pagine del fatto quotidiano . Per Flores d’Arcais occorre rimediare a «una vergogna, una indecenza, una ignominia per l’Italia». Ovvero la carcerazione della 73enne militante No Tav condannata a scontare un anno. Ma non tutti sono del suo stesso avviso come si può leggere in un commento dal titolo No Tav arrestata: quando i prof insegnano ciò che pare. Articolo apparso sul sito ofcs.report.

No Tav arrestata, l’appello di Flores d’Arcais

«Non ho alcun interesse personale in questa vicenda – si legge –  che trovo veramente di così poco interesse da non meritare tanta attenzione. Però quando leggo certe esternazioni di titolati professori che, sempre di più mi fanno domandare cosa diavolo insegnino ai giovani, e che propongono loro personalissime, quanto devianti opinioni, piegando le norme, fornendone originali quanto isolate interpretazioni, potrei pensare al fine di disinformare e far credere alla gente quel che non è … beh, allora mi disturbo, e zitto non ci rimango». Nell’articolo si parla per l’appunto dell’appello di Flores d’Arcais e se ne traccia il curriculum.

Chi è Flores d’Arcais

«Paolo Flores d’Arcais nasce professionalmente come ricercatore universitario di “filosofia morale”, iscritto al PCI, espulso dalla FGCI, si legge su internet, “.. per la sua prolungata e grave attività frazionistica …”. Passato attivamente, e ovviamente, per il ’68, che per alcuni “fa titolo”, ha una breve e intensa vicinanza con Craxi e Martelli, per poi passare al PDS di Occhetto, passare per gli ormai dimenticati “girotondi”, sostenere Rivoluzione civile di Antonio Ingroia, e avvicinarsi infine ai 5 Stelle, per prenderne poi le distanze».

Le critiche

Nell’articolo ofcs.report si legge: «Il pezzo, così come proposto, offre una personalissima interpretazione di una norma che non dice affatto quel che vuol accreditare l’egregio professore, che evita accuratamente di citarne altre, ben più pertinenti. L’attribuzione della “particolare tenuità” a cui si riferisce il Prof. d’Arcais, prevista dall’art. 131 bis  c.p., intitolato “Esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto”, dice «… la punibilità è esclusa quando, per le modalità della condotta … l’offesa è di particolare tenuità e il comportamento risulta non abituale”. Non abituale egregio professore,  si legge ancora nel commento di ofcs.report, come lei non può non sapere, significa che una che ha collezionato dodici condanne si sia resa responsabile, e questo lo stabiliscono i giudici e non i professori, di reati del genere di quelli collezionati da questa arzilla pensionata».  Tutto ciò, scrive ofcs.report, «se è vero quel che riportano molti giornali, non conoscendo io il casellario della poco gentile professoressa in pensione. (Poco gentile deriva dal capo di imputazione “violenza privata”, che trovo almeno incompatibile con la gentilezza). Ancorché non vi sia stata una dichiarazione di abitualità al crimine (art. 103 c.p.)».

«No a interpretazioni faziose»

E poi si legge ancora ancora: «Almeno secondo la dominante giurisprudenza, in testa quella della Suprema Corte, non è affatto un reato da poco, visto che nella sua forma più grave, che riguarda proprio la sua protetta, può arrivare a una condanna fino alla bellezza di quindici anni. E allora sia bravo, eviti di dare interpretazioni così faziose e tanto lontane dalla realtà. Per concludere infine, evitando  di scomodare l’art. 87 della Costituzione, da lei implicitamente richiamato, che prevede che il Presidente della Repubblica “può” concedere la grazia, sia bravo egregio professore, lei sa bene, oltre al fatto che quella è una “facoltà” e non un “dovere” … che, per poter accedere all’istituto, serve anche un altro piccolo requisito: il condannato deve chiederla! Anche perché è una concessione, frutto di benevolenza, e non un diritto!».

La grazia

Quando però uno rifiuta di usufruire di benefici ai quali secondo la Legge, e non secondo i giornali o i professori avrebbe diritto, beh vuol dire che il Presidente non può concedere qualcosa che non gli è stato neppure chiesto. Men che mai aggiungo, se quel qualcuno prosegue nella sua condotta di rifiuto dello Stato e di rispetto delle norme, ai quali sono invece tenuti tutti gli altri,  cittadini e non, perché non sembrerebbe, alla luce di quel che si legge avrebbe detto la professoressa, costei sia stata colta da una minima resipiscenza per il pessimo esempio che ha offerto con le sue condotte».

Commenti

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  • Anna Maria 5 gennaio 2020

    Il solito BUONISMO dei soliti SINISTRI che cercano in tutti i modi possibili e immaginabili di stravolgere la realtà dei fatti premiando, sottovalutando chi ha commesso reati vari, crimini vari ma visto che questi reati, questi crimini sono attribuibili al solito compagnuccio, alla solita compagnuccia anche stagionata, beh allora va tutto bene, cerchiamo qualunque appiglio, arrampichiamoci pure sugli specchi, stravolgiamo la realtà pur di arrivare all’obiettivo!!!! E’ LA SOLITA TRITA E RITRITA VECCHIA STORIA!!!!

  • FRANCO ZANINI 4 gennaio 2020

    Il Prof Flores D’Arcais è uno dei piu’ grandi istigatori di odio del Paese in questi nostri tormentati tempi moderni.Il Nostro in coesione con Toni Negri,Rossana Rossanda e altri gentiluomini e gentildonne,ha seminato odio che ha condizionato le menti piu’ fragili portandole al crimine.Ora chiede la grazia chi ha catechizzato intere generazioni alla distruzione fisica di chi non la pensava come lui.Per favore basta con il farisaismo di sinistra che ha provocato decie e decine di assassinii!

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