Prescrizione, Di Maio gongola. Ma adesso il governo rischia di farsi male

mercoledì 1 gennaio 20:33 - di Corrado Vitale

“Il primo gennaio del 2020 è un giorno già  importante perché entra finalmente in vigore la legge sulla  prescrizione“. Inizia così la sua diretta Facebook, il leader del M5S, Lugi Di Maio. “Se è saltato il governo ad agosto – rivela – è anche perché non si voleva approvare la prescrizione”.

Gongola Di Maio sulla prescrizione. Ma è scontro aperto nel governo. L’esecutivo rischia di farsi male proprio inciampando sul nodo prescrizione. Che  avrà prevedibili conseguenze nella tenuta della maggioranza. I dem infatti già chiedono un cambio di passo proprio su questo tema. “La via è stretta, qualcuno dovrà mollare e non potrà essere il Pd. Ora – spiegano fonti dem – ci aspettiamo un confronto vero. Noi non alziamo muri, ma vogliamo garanzie sui tempi dei processi altrimenti si rischia il corto circuito”.

E proprio la prescrizione diventerà il tema centrale dell’agenda della maggioranza. E anche dello scontro con le opposizioni. La Lega con Morrone punta il dito.”Grazie al Governo M5s/Pd e in particolare al ministro Alfonso Bonafede da oggi, 1 gennaio 2020, tutti gli italiani rischiano di diventare processati a vita. Entra in vigore, infatti, la riforma della prescrizione. Fortemente sostenuta da Bonafede. Che, senza una  riforma strutturale della giustizia, ci renderà tutti potenzialmente meno  liberi”. Alle parole dure della Lega e alle critiche da parte del Pd ha risposto il ministro della Giustizia, Alfonso Bonfede: “All’interno della legge ‘Spazzacorrotti’ c’era la norma sulla prescrizione che entra in vigore da oggi. Io rispetto l’opinione di tutti ma devo dire che sono molto orgoglioso del fatto che oggi 1 gennaio 2020 la prescrizione così come siamo stati abituati a conoscerla non esiste più, almeno per quanto riguarda la fase successiva alla sentenza di primo grado”.

Comunque vada si prevedono botte da orbi. La presenza dei 5 stelle al governo è una sciagura nazionale.

 

Commenti

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  • maurizio pinna 2 gennaio 2020

    L’ordalia giustizialista va in TV a sostenere “la riforma giuridica” prendendo come punto di riferimento Paesi simili ai nostri, citando alcuni dati di facciata e ritenendo di avere intortato gli Italiani. Naturalmente non vengono presi ad esempio i Paesi evoluti, gli USA, dove vi è dovizia di procuratori e di atorny , figura importante e mancante nel nostro ordinamento perché LAGGIU’ gran parte della MAGISTRATURA è di elezione popolare, per cui i processi hanno durante più brevi. E poi, con un giustizialismo autoreferente e spesso permaloso come il nostro chi può escludere che “certi personaggi” ,nel dubbio , non vengano condannati comunque in 1° grado per “consegnarli” ad una gogna mediatica INFINITA?
    Se mancava qualcosa al completamento del REGIME, da ieri il traguardo è stato raggiunto.

  • Sebastiano 2 gennaio 2020

    Non conosco questa legge m non ditemi che hanno CANCELLATO la prescrizione?!

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