Pingitore premiato dall’Ungheria: “Avanti ragazzi di Buda” fu un antidoto al silenzio sui crimini comunisti

venerdì 17 Gennaio 12:53 - di Redazione

Pingitore ha superato i confini nazionali. E’ famoso in tutto il mondo, ma l’Ungheria ha per lui un autentico debole. “Noi abbiamo passato quasi 50 anni sotto i comunisti mentre voi avevate la libertà. Però voi italiani avete scritto Avanti ragazzi di Buda, la canzone più bella sulla rivoluzione del 1956”. Lo ha detto a settembre il premier ungherese Victor Orban dal palco di Atreju e la folla spontaneamente si alzò in piedi e cantò in coro “Avanti ragazzi di Buda” battendo il tempo con le mani. Quando nacque, la canzone di Pingitore la interpretò inizialmente Pino Caruso. Con grande emozioni si unirono al canto anche lo stesso Orban e Giorgia Meloni. La canzone oggi è popolarissima in Ungheria e viene cantata anche dai ragazzi nelle scuole in ungherese, ma spesso anche in italiano.

Il ruolo dell’Ugl nel premio a Pingitore

L’autore, Pierfrancesco Pingitore, non è mai stato in Ungheria, ma si sa che se Maometto non va alla montagna, spesso la montagna va a Maometto. Così Imre Palkovics, presidente della confederazione sindacale ungherese MOSz, è venuto a Roma per partecipare alla manifestazione per il nuovo logo dell’Ugl, l’Unione generale lavoratori guidata da Paolo Capone. Palkovics è stato incaricato dall’associazione dei combattenti della rivolta anticomunista “Ragazzi di Budapest del 1956” di portargli un riconoscimento. Accompagnato da Gian Luigi Ferretti, responsabile delle relazioni internazionali dell’Ugl, Palkovics ha incontrato Pingitore al Salone Margherita. All’artista italiano Palkovics ha consegnato una statuetta in scala del monumento ai ragazzi combattenti contro il comunismo e un diploma firmato dalla presidentessa dell’associazione che i sovietici condannarono a morte. La condanna, in considerazione che era madre di una bambina in tenera età, venne poi tramutata in 20 anni di carcere in regime di totale isolamento.

La canzone fu un  antidoto al silenzio

“Strofe semplici – dice Pingitore ricordando il debutto della canzone – forse anche troppo, che tuttavia galvanizzavano gli spettatori. Erano un modesto antidoto al silenzio ufficiale che era ormai calato su quella scomoda e splendida rivolta… Però ci si poteva illudere che anche l’inerme ballata che arrivava da una cantina servisse a ricordare al mondo gli eroismi e le infamie di quella tragedia”. Nel 1956, come si ricorderà, l’Urss scatenò centinaia di migliaia di soldati contro il popolo magiaro. Morirono tremila ungheresi e um migliaia di soldati comunisti.

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