«Pertini assassino e brigatista». Consigliere leghista attacca il “partigiano” e poi si scusa

martedì 28 gennaio 16:40 - di Marta Lima

«Sandro Pertini capo partigiano che uccise una marea di persone… lo stesso che annunciò di essere un “brigatista rosso”». Bufera sul consigliere leghista di Massa Filippo Frugoli, che pochi giorni fa ha pubblicato – per poi rimuoverlo – un durissimo post contro l’intitolazione di un ponte al presidente della Repubblica Pertini. A denunciare il fatto, il Partito democratico di Massa, che ha protestato invitando il giovane consigliere a “studiare”.

La sinistra in difesa di Pertini

Oggi, a qualche giorno di distanza, sul caso interviene anche il deputato di Sinistra Italiana-Leu, Nicola Fratoianni. «Salvini – dice – invece di importunare via citofono e di occupare tutte le tv con i suoi comizi. Pensi piuttosto ai suoi dirigenti locali e alle sciocchezze che dicono. Definire Sandro Pertini, uno dei presidenti più amati dagli italiani, ‘assassino’ e ‘brigatista rosso’ come ha fatto un consigliere comunale di Massa, segretario dei giovani della Lega di quella città è al di là di ogni soglia di tolleranza. Anzi già che ci siamo questo consigliere comunale dovrebbe dimettersi dall’incarico Istituzionale. E tornare a studiare – conclude il parlamentare di Leu- Ne guadagnerebbe lui, e anche il decoro e la dignità delle Istituzioni”.

Le scuse di Frugoli su Fb

Travolto dalle proteste, il consigliere Frugoli ha pubblicato stamane un lungo post di scuse: “Spero di mettere fine a ciò che si è sviluppato sui social in questi giorni, tra miei possibili errori, auguri di morte ed offese. Chiedo – scrive – SCUSA se qualcuno pensa io possa aver offeso la memoria di Sandro Pertini e ribadisco, probabilmente non avrei dovuto fare quel post. Chiedo SCUSA se ho sbagliato. Avevo cercato di rimediare subito, rimuovendo il post dopo 20 minuti ma era già stato fatto uno screen e quindi non ho potuto più rimediare”.

«Quando si fa un errore – scrive ancora – l’importante è rendersene conto ed andare avanti. Se ho sbagliato me ne assumo le responsabilità e fine del discorso. Tutti sbagliano nella vita, a 21 anni forse è ancora più facile sbagliare e penso anche che esistano errori molto più gravi. Comunque, non cerco giustificazioni. Sono una persona seria e non sono uno scemo, per questo mi assumo le mie responsabilità. Concludo, ed il resto potrete leggerlo nell’articolo qui sotto. Chiedo scusa nel caso in cui questo post possa aver leso l’immagine dell’Amministrazione o del mio Partito, ma come detto la responsabilità va solo ed esclusivamente a me, Filippo Frugoli». Qualcun altro, invece, non s’è ancora scusato con Pertini…

Commenti

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  • Carlos d'Amore 29 gennaio 2020

    Luisa Ferida ed Osvaldo Valenti tanto non dicono niente…

  • Carlo 28 gennaio 2020

    Condivido il pensiero di Maurizio Pinna. Beh, io vado ogni anno al campo 10 del Cimitero Maggiore di Milano e non dimentico di portare una rosa anche a Luisa Ferida.

  • Andrea De Benedetti 28 gennaio 2020

    Basterebbe riportare l`intervento del compagno Pertini Sandro da Stella San Giovanni (Savona) fatto alla Camera quando ricordo` la “mitica” figura del BOIA Massimo Giuseppe Stalin in occasione della morte del dittarore comunista, Una cosa VERGOGNOSA non degna di un democratico. Ma Pertini era solo antifascista e per essere democratici bisogna essere anche ANTI-COMUNISTI.
    Quando Pertini pronuncio` lo sperticato elogio a Stalin era vicinio ai 60 anni e quindi
    avrebbe dovuto avere gia` l`eta` della ragione

  • maurizio pinna 28 gennaio 2020

    I compagni del pensiero unico si arrogano anche il diritto di aggiustare la Storia a modo loro, peraltro i leghisti dovrebbero documentarsi meglio, citare dati , fatti e fonti e poi vorrei proprio vedere a cosa si attaccherebbero i “professori” del soviet dei docenti. Il “più amato dagli Italiani” fu il più acceso tra i dirigenti del CLN nell’ esigere che il proclama del 25 aprile 1945 contenesse la formula per cui uomini e donne [donne SPECIFICATO] in uniforme della RSI fossero immediatamente passati per le armi senza bisogno di processo, peraltro qualcuno venne “processato” dai tribunali volanti di partigiani comunisti e spesso mezzo analfabeti.
    In particolare, come risulta dagli atti del processo celebrato nel 1957, il nostro eroe prese di mira tale Capitano Osvaldo Valenti, della X Divisione di Fanteria della Marina Repubblicana, e la di lui compagna Luisa Ferida, ordinando al Comandante partigiano Giuseppe Marozin, della Brigata partigiana Pasubio, affluita a Milano, di procedere subito alla fucilazione dei suddetti. Il Marozin fece presente che la Signora era in stato interessante e che risultava estranea, come verrà poi appurato in successivo processo, ai fatti addebitategli. Il nostro eroe fu irremovibile e tempestò per tutta la giornata del 30.4.1945 il malcapitato partigiano, fino a che, la sera dello stesso giorno i due vennero ammazzati davanti al cinema Poliziano a Milano.
    Casualmente, il 4.5.1945,ad Arzignano, il Marozin venne fatto oggetto di raffiche di mitra sparate da partigiani comunisti della Garenni e solo miracolosamente scampò. Come detto, nel 1957 a Vicenza si celebrò un processo in cui lo stesso venne condannato per omicidio, ma nel frattempo vi era stata la amnistia Togliatti e i testimoni erano espatriati in Cecoslovacchia, per cui non se ne fece nulla.
    Può bastare?

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